LA MUMMIA CHE “AFFONDÒ” IL TITANIC.

“Unlucky Mummy”, questo è il soprannome dato al reperto egizio che si trova nella sala 62 del British Museum (n• inv. EA22542) e che, per circa settant’anni ha fatto molto parlare di sé.

British Museum, da Wikipedia

Erroneamente definito “Mummia”, il reperto si tratta del coperchio di un sarcofago di una donna, vissuta durante la XXI dinastia (950 a.C. circa). Donato al museo nel 1889 da Mrs. Warwick Hunt a nome e per conto di Mr. Arthur Wheeler, ben presto diventò oggetto di studi esoterici.

Quasi nulla si sa della defunta, ma la ricchezza di decori, la bellezza del dipinto sul coperchio del sarcofago e l’iscrizione di una maledizione rivolta a chiunque avesse disturbato il suo sonno, la fecero catalogare come sacerdotessa di Amon-Ra. “L’espressione del suo viso” raccontavano i testimoni superstiti, “era spaventoso, ti seguiva e ti fissava fino a farti raggelare il sangue.” Un impavido fotografo ne immortalò lo sguardo, ma morì subito dopo. L’egittologo che scoprì il manufatto morì poco dopo, ma la peggiore catastrofe, la provocò quando fu spedita negli USA in prestito ad un museo di New York. Caricata in una delle stive del Titanic, si narra, fu la causa dell’ affondamento. La rabbia di Amon- Ra, colpì coloro che disturbarono il sonno della sua sacerdotessa grazie all’azione di Anubis che rese “folle” il Comandante Edward John Smith, che spinse la nave oltre la velocità di crociera, colpendo, inevitabilmente, l’iceberg. Secondo il racconto della cameriera di casa Smith, prima di imbarcarsi, il comandante, dimenticò a casa, il suo specchio da viaggio. Dopo il naufragio, giurò la donna più volte, di aver visto riflesso il viso del comandante e dietro di lui un’ombra oscura, con le sembianze di una donna.

The Unlucky Mummy

Poco dopo il naufragio del Titanic, quotidiani e riviste, riportarono notizie circa la presenza di Unlucky Mummy in una stiva e portata in salvo negli USA dal piroscafo Empress of Ireland, a sua volta affondato nel 1914 con mille persone a bordo, nessuno si salvò.

Titanic

Altre storie si susseguirono fino al 1934, quando il curatore della sezione egizia e assira del British Museum, sir Wellis Budge, dichiarò:”…the cover never went on the Titanic. It never went to USA.”

The Unlucky Mummy, lasciò per la prima volta nella sua storia il British Museum, per giungere ospite di una mostra in Australia nel 1990. Altri viaggi li fece negli anni a venire e, fortunatamente, nessun incidente si verificò a bordo dei mezzi su cui viaggiava.

Grazie per la lettura.

Graziella Adwan

Le lenticchie di Capodanno

Una ricetta molto semplice, ma che vi darà un risultato ottimo. Il mio tocco personale è la presenza dell’aglione. Definito “l’aglio a prova di bacio” per la sua dolcezza e perché non intacca l’alito, è caratteristico della Toscana, precisamente della Val di Chiana. La testa è molto più grande dell’aglio classico, fino ad arrivare vicino al kilo. Questo tipo di aglio conferisce un sapore spiccato, senza però, sovrastare gli altri gusti.

Ingredienti

500 gr di lenticchie di Castelluccio

1 cipolla rossa

1 carota

1 spicchio di aglione

250 gr di salsa di pomodoro datterino

Un rametto di rosmarino

Un rametto di salvia

Sale e pepe a vostro piacimento

Questa volta, su suggerimento di un’amica blogger, ho messo a mollo le lenticchie, nonostante le indicazioni sulla busta non lo consiglino. Ammollo per almeno due ore.

Tritate rosmarino e salvia.

Sminuzzate la carota e la cipolla.

Preparate il soffritto con la cipolla, la carota, gli odori e l’aglione (lasciate lo spicchio intero).

Sciacquate le lenticchie e versatele nella pentola. Unite il pomodoro e altrettanta acqua. Di solito uso mettere l’acqua nello stesso vasetto della salsa, così da raccoglierne bene il residuo sulle pareti. (250 gr di salsa + 250 gr di acqua). Coprite la pentola e portate ad ebollizione. Dopo circa 10 minuti, lo spicchio di aglione, sarà cotto. Toglietelo e mettetelo da parte.

Salate e pepate.

Le lenticchie saranno perfette e asciutte dopo, circa, un’ora di cottura.

Con una forchetta, schiacciate lo spicchio di aglione fino a creare una crema morbida e profumata che metterete nelle vostre lenticchie di Capodanno, poco prima di servirle.

Considerato che ho servito il piatto per il pranzo di Capodanno, ho utilizzato qualche chicco di melograno come decorazione. È stata una piacevole scoperta! La dolcezza della preparazione, abbinata all’acidità del melograno, ha rinforzato il gusto e accentuato quello dell’aglione. Provate!

Buon appetito e Buon Anno a tutti!!!

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