I KATAIEF القطايف

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Questi dolcetti, sono caratteristici del periodo di Ramadan, originari dal periodo Omayyide, devono il loro nome, Kataief, alla stoffa vellutata, con cui amavano vestirsi i sultani del periodo, chiamata Katifa. La morbidezza e l’ aspetto alla cottura ricordano il tessuto.
Introvabili durante tutto l’ anno, nel periodo di Ramadan tutte le panetterie, le pasticcerie, ma anche gli ambulanti, esporranno la crepiera ( una enorme padella per cuocere crêpes ) ed inizieranno a cuocere Kataief.
Chi ha avuto la fortuna di assaggiarli, non se li potrà dimenticare, la loro dolcezza resterà a ricordo sulle vostre papille gustative.
Io proverò a raccontarvi la ricetta, è semplice, se poi avete un po’ di dimestichezza con i pancake, non dovrebbe essere difficile la sua elaborazione.

Vi serve una padella da crêpes.

Ingredienti per la pasta Kataief:
250 gr di farina 00
2 cucchiai colmi di latte in polvere
2 cucchiai di zucchero
500 gr di acqua
250 gr di latte tiepido ( se di soia la ricetta è vegana )
1/2 cucchiaio di lievito secco ( 1 bustina di quello famoso )
1 bustina di vanillina ( se avete la stecca di vaniglia, meglio)
1 pizzico di sale
1 pizzico di bicarbonato
Margarina o burro
Acqua di rose

Per la farcitura

12 noci
20 pistacchi non salati
3-4 cucchiai colmi di cocco grattugiato
1 cucchiaino di cannella in polvere

Per il caramello

1 bicchiere di acqua
2 bicchieri di zucchero ( questo caramello non dovrà indurire )

Mettere tutti gli ingredienti per la pasta Kataief in un recipiente capiente ed amalgamare tutto con l’ aiuto di un frullatore ad immersione, se avete il Bimby, mettete tutto dentro e frullate a velocità 4 per 2 minuti.
La consistenza dovrà essere quella della pastella per fritture.
Coprire e lasciar riposare in frigo per 1 ora.
Iniziate a scaldare la padella, io per fare tutti i dolci della stessa dimensione uso una tazzina da caffè come misurino. Versate nella padella il composto, dovrà rapprendersi immediatamente formando un cerchio di circa 10-15 cm di diametro e 3-4 mm di spessore. Inizieranno a formarsi delle bolle, quando vedrete che si saranno asciugate, la crepe è pronta, NON GIRATELA MAI, qui si formerà la parte vellutata di cui vi ho accennato nella descrizione del dolce.
Posate crepe per crepe su di un piano in legno oppure mettete una tovaglia sul tavolo, dovranno essere tutte con la parte vellutata in alto.
Ora preparate il ripieno: prendete le noci ed i pistacchi e tritateli al coltello, se avete voglia spellate le noci, ma non è necessario. Mischiate tutto con il cocco e metà del cucchiaino di cannella.
Prendete una teglia da lasagne e rivestitela di carta forno, iniziate a prendere una crepe e mettete sulla superficie un cucchiaio del ripieno, chiudetela a mezzaluna e con i polpastrelli fate pressione per chiudere i bordi, come fare i panzerotti, la pasta essendo non cotta al centro si attaccherà .
Mettete le mezzelune in fila nella teglia, su di ognuna appoggiate un fiocco di margarina o burro ed infornate in forno caldo a 160-170 gradi per 20 minuti.
Ora preparate lo sciroppo di caramello mettendo l’ acqua in un pentolino, seguite le dosi, sempre 1 a 2 di zucchero , girate un po’ per sciogliere lo zucchero e lasciate sobbollire per 20 minuti.
Sfornate i dolci, senza lasciarli raffreddare versate sopra lo sciroppo, tutto, dovranno andare a bagno, lasciateli così per 20 minuti, il tempo di assorbire il caramello.
Toglieteli dalla teglia e metteteli su di un piatto da portata spolverizzandoli con la restante cannella.

Provateci, ne vale la pena!!!

Buon appetito! e Felice Ramadan! صتين و عافية و رمضان سعيد

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POMODORI SPEZIATI AL FORNO طماطم بالتوابل في الفرن

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Una ricetta freschissima, facile, ottima in tutte le stagioni, versatile ( sia come antipasto che piatto unico ).
Questo piatto prevede l’uso del coriandolo, che non a tutti piace perché si sapore molto pungente, va benissimo il prezzemolo mischiato con la mentuccia.

4 pomodori medi
1 tazza di coriandolo fresco / prezzemolo e mentuccia
1 cucchiaino di peperoncino
1 cucchiaino di semi di coriandolo
1 cucchiaino di cumino
1 cucchiaino di paprika
2-3 spicchi di aglio
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di evo
Pinoli, mandorle, pistacchi per guarnire
Pane grattato

Scaldare il forno alla max temperatura.
Lavare bene i pomodori e asciugateli. Con l’aiuto di un cucchiaio togliete i semi e scavateli un po’.
Salateli leggermente e disponeteli in una teglia.
Tritate il coriandolo, scaldate una padella per tostare il cumino e i semi di coriandolo dopo di che passateli in un mortaio, da ridurli in polvere. Mettete tutto in una ciotola, aggiungete, sale e peperoncino, l’aglio che avrete grattugiato, il succo del limone e l’olio.
Aiutandovi con le mani, riempite i pomodori con il coriandolo e gli altri ingredienti.
Tritate i pinoli con le mandorle ed i pistacchi, metteteli sopra ad ogni pomodoro e per ultimo cospargete con il pane grattugiato.
Infornate per 15-20 minuti.

Buon appetito!

٤ طماطم
١ حزمة كزبرة خضراء
١ ملعقة صغيرة فافل شطة مجروش
١ ملعقة صغيرة ملح
٢ ملعقة كبيرة كزبرة جافة مطحونة
١ ملعقة كبيرة كمون
١ ملعقة صغيرة بابريكا
٢-٣ فص ثوم
٢ ملعقة كبيرة عصير ليمون
٢ ملعقة كبيرة زيت زيتون
الصنوبر والجوز والفستق حلبي

اشعلي الفرن إلى أعلا درجة
افرمي كل المحتويات ما عدا الطماطم
ثمة ضعي الخلطة في الطماطم بعد أن تقسمي الطماطم الي قسمين
ضعيهة في الفرن لمدة ١٥-٢٠ دقيقة

صحتين و عافية!!!

IL GATEAU DI PATATE ALLA MIA MANIERA

imageCome da titolo ci ho messo il mio zampino e ho rielaborato la ricetta trasformandola in vegetariana.
Come avrete notato amo rivisitare ricette, che, secondo il parere di molti, forse dei più, si fanno solo in quel modo.
Per fortuna che le ricette non prevedono brevetto, altrimenti…io sarei già al ” gabbio ” per dirla come gli amici di Roma.
Premetto che questa ricetta richiede TEMPO, però ha dalla sua che una volta preparata, infilatela in frigo, chiusa ermeticamente in uno di quei bellissimi contenitori, io ne vado matta e ne acquisto di tutti i generi, vi durerà tutta la settimana. Se poi avete bisogno del baracchino per pranzare al lavoro, fatto, siete a posto anche qui…quindi due ore di fatica per godere nel tempo…!!!!

Ingredienti

1 kg di patate ( quelle per i gnocchi )
3 zucchine
3 carote
10 fagiolini
1 peperone rosso
1 peperone giallo
1 manciata di piselli
3 uova
100 gr di parmigiano grattugiato
100 gr di altro formaggio a dadini( x es. Emmenthal, scamorza…)
1 cipolla
1 spicchio di aglio
sale e pepe
olio evo
pane grattato

Mettete a lessare le patate, nel frattempo tagliate tutta la verdura a dadini, preparate del brodo con del dado, magari quello fatto in casa e fate bollire anche la verdura.
Preparate un soffritto con la cipolla e lo spicchio di aglio precedentemente tagliato a mini cubetti, fate solo dorare, non necessita di una cottura vera e propria.
Quando le patate saranno pronte, schiacciatele come per fare il purè, quindi, una volta raffreddate, aggiungete le uova, il sale e il pepe, i formaggi e per ultime le verdure.
Ungete una teglia da torta, quella con la cerniera, cospargete bene il pan grattato, non lasciate buchi vuoti perché lí si attaccherà .
Versate il composto e livellate, io uso il sistema duro, sbatto la teglia due o tre volte sul piano di lavoro, così se ci sono bolle d’ aria se ne vanno.
Cospargete di pane grattato anche la superficie del gateau.
Infornare a 200 gradi per 40 minuti.
Fatela raffreddare, non provate nemmeno con il pensiero a rovesciarla nel piatto da calda, ne tanto meno mangiatela, sarà ottima appena appena tiepida, magari con sopra un po’ di fonduta fatta con gli avanzi dei formaggi usati per la ricetta.
Lo so è laboriosa, ma…ha il suo perché !!!

Buon appetito!

GIUHA E GLI SPICCIOLI DEL DINARO ( 4 racconto )

Giuha era seduto con degli amici per strada e stavano discutendo su loro questioni. Giuha infatti era molto considerato e sovente le persone lo invitavano durante i loro incontri per avere suoi consigli.

Un uomo malvagio, che proprio non poteva vedere Giuha, si avvicinò al gruppetto con l’ intenzione di metterlo in imbarazzo e sminuirlo di fronte agli altri.

” Buongiorno a tutti e buongiorno a te Giuha, dovresti farmi il favore di cambiarmi in spiccioli questo dinaro, scusa sai, ma so che tu porti sempre con te parecchie monete e quindi non dovrebbe essere un problema farmi questo favore”.

Giuha, che non aveva mai soldi, ma ovviamente voleva mantenere la considerazione degli amici, rispose ” Ma ti sembra questo il momento ? “.

” Giuha ” continuò l’ uomo: ” Se non ne avessi così bisogno, ti pare che ti avrei importunato in questo momento ? “.

Giuha cercò di liberarsi dell’uomo, ma senza successo…Allora pensò ad uno stratagemma che lo allontanasse da lui e gli disse: “Dammi il Dinaro d’oro così lo guardiamo”.

L’uomo gli diede il Dinaro, Giuha lo osservò attentamente, lo pesò e poi disse: “Non mi è possibile cambiare questo Dinaro, ragazzo mio, poiché vale di meno”.

L’uomo disse con malizia: “Signor Giuha, cambiamelo, trattieni il valore che manca e sarò soddisfatto…”

Giuha si meravigliò dell’insistenza dell’uomo sulla propria richiesta e disse: “Questo Dinaro vale molto meno e ci perderesti tanto…”

L’uomo disse: “Prendi il Dinaro e dammi qualche Dirham, quando in seguito te li restituirò, tu mi restituirai il Dinaro e mi avrai fatto un grande piacere”.

Giuha era in imbarazzo; non sapeva più come fare a togliersi l’uomo dai piedi e si vergognava per le sue tasche prive di quanto gli era stato chiesto, poi prese a rigirare il Dinaro sul palmo della mano .

Dissero i suoi amici: “Cosa c’è Giuha? Il discorso dell’uomo è onesto, dagli qualche cosa e tieniti quel Dinaro, è questo ciò che chiede”.

Giuha disse: “Amici miei…Se lui accetta, io non accetto, ma, sarò d’accordo se aggiunge sei Dirham e mezzo a questa moneta, così sarà un Dinaro esatto”.

L’uomo comprese l’astuzia dello stratagemma di Giuha e che non avrebbe raggiunto il suo scopo, prese il Dinaro da Giuha e se andò per i fatti suoi.
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GIUHA E LE UOVA ( 3 racconto) جحا و البيض

Un giorno, Giuha decise di andare a cercare fortuna in un paese lontano. Prima di lasciare il suo villaggio, si fece prestare da un mercante una dozzina di uova sode per nutrirsi durante il viaggio.

Passarono sette anni e Giuha tornò a casa con un bel mucchio di monete d’argento. La notizia del suo arrivo si sparse per il villaggio e giunse alle orecchie del mercante che aveva con lui un credito in sospeso.

Egli si recò da Giuha e gli chiese cinquecento dinari in pagamento delle uova acquistate sette anni prima. Giuha si rifiutò di pagare e la questione fu portata davanti al grande sultano Arun Ar-Rashid. Il giorno stabilito, Giuha si presentò nella sala delle udienze con molto ritardo e il dibattito ebbe inizio solo nella tarda mattinata.

Il sultano, spazientito, chiese ai due litiganti di esporre le loro ragioni. Per primo parlò il mercante:
” Ho chiesto a Giuha di pagarmi cinquecento dinari, perché dalle dodici uova, che egli acquistò a credito, sarebbero potuti nascere dodici pulcini. Questi sarebbero divenuti galli e galline e si sarebbero moltiplicati, dando origine ad almeno altri ventiquattro pulcini: dopo sette anni io avrei ora un enorme pollaio! “.

” Hai ragione ” disse il sultano: ” Sentiamo comunque cosa replicherà Giuha, il quale ci spiegherà innanzitutto il motivo del suo ritardo”.

” Che Allah ti conceda lunga vita! Avevo in casa delle fave bollite, e questa mattina mi sono attardato a seminarle nell’orto per avere un buon raccolto l’anno prossimo, in sha Allah! ” “Tu sei uno sciocco, Giuha!” replicò il sultano: “Da quando in qua le fave bollite danno un raccolto?”

“Da quando le uova sode danno origine a dei pulcini!” rispose Giuha. E vinse così la causa.

A voi interpretare il racconto!!

GIUHA E Il CAVALLO BIZZARRO ( 2 racconto ) جُحا والحِصانُ الغَريبُ

Giuha cammina tranquillo per strada, quando vede un meraviglioso cavallo.
Giuha lo guardò stupito e si disse: ” Questo bellissimo cavallo, senza un padrone. Strano! “. E se ne andò .
Il cavallo iniziò a seguirlo: ” Vattene ! Vuoi forse farmi avere dei guai ? “.
Giuha riprese il cammino e il cavallo ricominciò a seguirlo. Incuriosito ed attratto dalla bellezza del cavallo, Giuha decise di approfondire la storia del cavallo.
Saltò in groppa all’ animale e si diresse in città dove si trovava una stazione di polizia. Vi entrò e chiese del capo della centrale.
” Cosa ti capita Giuha ? ” gli chiese il capo della polizia e così Giuha gli raccontò tutta la storia.
Il capo della polizia pensò un momento sul da farsi e poi disse a Giuha: ” Guarda, se entro un mese nessuno viene a riprendersi il cavallo, sarà tuo “.
Giuha se ne andò per tornare dopo un mese. Passato il periodo ritornò alla centrale della polizia e siccome nessuno aveva reclamato il cavallo il capo della polizia gli disse: ” Nessuno è venuto a riprendersi il cavallo, quindi è tuo, però prima di portarlo via dovresti almeno pagare il cibo che abbiamo dovuto dargli per tutto il mese”.
Giuha pagò il conto e il capo della polizia gli disse di andare alle scuderie per riprendersi il cavallo. Il poliziotto delle scuderie gli consegnò un asino al posto del suo cavallo.
Giuha prese l’ asino e si avviò verso casa.
Mentre era per strada vide il capo della polizia cavalcare il suo bel cavallo, quindi iniziò a meditare sul da farsi per riprendere il cavallo.
L’ astuzia di Giuha non tardò a fargli venire l’ idea giusta. Giuha iniziò a dire con tutti che il capo della polizia aveva la capacità di trasformare i cavalli in asini e viceversa. La notizia ben presto arrivò alle orecchie del grande sultano Arun Ar-Rashid che lo fece chiamare a corte.
” Giuha, come è possibile che il capo della polizia possa trasformare i cavalli in asini e viceversa ? ” chiese il sultano a Giuha, il quale spiegò per filo e per segno quanto accaduto.
” Quali sono le prove delle tue parole ? ” chiese il sultano a Giuha, che gli porse la ricevuta del conto pagato, al capo della polizia, per i pasti di un mese dati al cavallo.
Il sultano fece chiamare il capo della polizia e gli chiese come potesse fare a trasformare i cavalli in asini e gli asini in cavalli. ” Quel Giuha è un mentitore “. Si difese il capo della polizia, ma in quel momento il cavallo iniziò a strofinarsi contro Giuha come se lo conoscesse da sempre. Questo bastò a far capire al sultano la buona fede di Giuha che gli ordinò di riprendersi il suo cavallo e andarsene.
Giuha se ne andò lasciando il capo della polizia alle prese con il sultano.

A voi l’ interpretazione !