CONGO E COLTAN UNA GUERRA TACIUTA

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Oltre 8 milioni di morti nell’Africa centro-occidentale sono il risultato di un’ecatombe, causata da una guerra unilaterale e taciuta al mondo, perpetrata indirettamente dalle multinazionali che producono apparecchi Hi Tec ( video camere, telefonini, giochi elettronici…).

Cos’è il coltan ?
È un minerale formato dalla miscela di altri due: la columbite e la tantalite, da cui il nome. Sono due minerali della classe degli ossidi molto rari in natura. Insieme formano questo minerale molto duro, ma per questo molto fragile, tanto da polverizzarsi al solo tocco manuale. Il suo valore è dato dalla percentuale di tantalio presente nella roccia.
Le miniere di coltan si presentano come grandi cave di pietra a cielo aperto, il minerale viene ottenuto spaccando manualmente pietre che lo contengono.

A cosa serve ?
La polvere ricavata è un semiconduttore di corrente per cui, una volta compressa e posta all’interno dei chip, che a loro volta verranno posti all’interno dei condensatori dei diversi apparecchi, riduce notevolmente il consumo di energia elettrica.

Ma tutto questo cosa ha a che fare con guerre in corso?
Questo minerale viene estratto, per la maggior parte in Mozambico , ma enormi giacimenti sono stati scoperti, negli anni passati anche in Congo e in minor quantità fra Uganda, Ruanda ed Etiopia.
Dal1998, cioè da quando le multinazionali americane ed europee hanno avuto la necessità di scoprire nuovi minerali per l’ aumento della domanda di apparecchiature Hi Tec, sono iniziate le attività minerarie e per questo avevano bisogno di manodopera poco costosa e altamente fidata. Ad ogni lavoratore viene dato un salario di circa 200 dollari al mese, in paesi in cui la paga base è di circa 10 dollari al mese.
Questa situazione ha scatenato la gara al lavoro nelle miniere, ma anche alla fame di denaro da parte delle bande guerrigliere, le famigerate RDC ( Rassemblement Congolaise pour la Democratie )che hanno iniziato così a cercare giacimenti e a creare miniere e vendita illegale del minerale in questione.
Ora va da se che queste bande non hanno e non vogliono avere la capacità retributiva delle multinazionali straniere, per questo, già da anni, è iniziata una caccia all’uomo, per impedire che i minatori vadano a lavorare per le grosse aziende .
Ogni giorni nelle diverse cave avvengono veri e propri ratti che si concludono con spargimenti di sangue o con il rapimento di uomini per costringerli a lavorare nelle loro miniere abusive, per pochi dollari o anche gratis.
La forza di queste bande, sta nella grande quantità di giacimenti che si sono accaparrati e al conseguente mercato nero che parallelamente si è creato e che ha un giro di affari tale da condizionare il prezzo del coltan ( oggi vale più dei diamanti ).
Le stime delle organizzazioni umanitarie parlano di circa 8 milioni di morti per mano delle bande guerrigliere, a questi si devono aggiungere le vittime sul lavoro. Nelle miniere , sia di proprietà delle multinazionali che in quelle abusive, i lavoratori non godono sicuramente di linee-guida antinfortunistiche e sono pertanto costretti ad orari forzati di 14-15 ore al giorno, ma soprattutto all’uso delle mani nude nell’estrazione del minerale dalle pietre il quale, contenendo una percentuale di uranio è radioattivo. Conseguenza di questo sono tumori, leucemie, malattie della pelle e patologie a trasmissione genetica.

La colpa delle multinazionali è sicuramente indiretta, ma questo non toglie la loro responsabilità dei fatti, in particolare quelle grosse aziende che si forniscono del materiale illegalmente, passando cioè dai guerriglieri.
È da evidenziare che non è tanto il costo a rendere questo materiale ” difficile “, ma è il controllo delle quantità. Essendo raro l’acquisto è controllato dai Governi che concedono quote, per questo ci sono periodi in cui non si trovano certe marche di telefonini piuttosto che di computer e sempre per questo molte aziende si rivolgono al mercato nero così da avere più materiale, non controllato disponibile.

La prossima grande battaglia avverrà in Amazonia, dove già da qualche tempo è stato scoperto un enorme giacimento di coltan, forse più grosso di quelli africani, questo porterà alla fine della foresta, che dovrà necessariamente essere abbattuta per aprire le miniere e alla deportazione degli Indigeni del luogo che vi abitano.

Difronte a ciò mi vengono in mente le parole di Papa Francesco appena pronunciate : ” Non lasciatevi incantare dai soldi e dal potere “.

Graziella Adwan

MORIRE PER SPERARE DI VIVERE

imageImmigrazione, immigrato precipita da aereo: era nascosto nel carrello. Ritrovato il corpo
La Repubblica
L’uomo è caduto a a Niamey, la capitale del Niger, a pochi metri da un cittadino che ha dato l’allarme. Tracce di sangue sono state trovate anche sull’ala sinistra del velivolo partito da Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, a Parigi Charles-de-Gaulle

PARIGI – Si era nascosto nel vano dei carrelli di aereo Air France. Ma non ce l’ha fatta. Un passeggero clandestino è precipitato dal volo mentre era in quota ed è stato ritrovato morto a Niamey, la capitale del Niger. L’informazione, rivelata da Bbc Africa, è stata confermata, con molta prudenza dalla compagnia aerea francese.

“Secondo le prime informazioni di cui disponiamo, si tratterebbe di un passeggero clandestino che si era nascosto nell’aereo. Sarebbe caduto ieri dal vano di uno dei carrelli” dell’aereo, ha spiegato Christophe Paumier, portavoce di Air France. “Per il momento, non disponiamo di elementi certi. L’aereo è stato fermato a Niamey e l’indagine viene condotta dalle autorità locali”. Si tratterebbe del volo Air France AF547, che avrebbe dovuto collegare Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, a Parigi Charles-de-Gaulle.

L’uomo è caduto verso le 5 di mattina a pochi metri da un residente che ha dato l’allarme, ha spiegato il ministro degli Interni del Niger, Abdou Labo. “Quando la polizia è arrivata ha trovato il corpo senza vita di un uomo di colore. Era riverso in una pozza di sangue. Tracce di sangue sono state trovate anche sull’ala sinistra dell’aereo”.

“I passeggeri del volo devono essere interrogati, potranno ripartire solo domani, ed è stata aperta un’inchiesta per determinare le condizioni in cui si è svolto l’imbarco”, ha aggiunto il ministro.

PICI CON I CAVOLFIORI

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Non chiedetemi perché proprio i pici, spaghetto molto grosso caratteristico delle regioni centrali italiane, ma dopo vari tentativi di dare un gusto particolare alla preparazione, sono arrivata alla conclusione che la forma della pasta avrebbe dato il tocco finale. E così è stato!
I pici, proprio per la loro dimensione e soprattutto perché pasta senza uova, mi consentivano di rendere il piatto più appetibile e più amalgamato.
Questo piatto è 100% veg.

Ingredienti
per circa 4 persone ( dipende dalla fame e da eventuali diete ):
250 gr. di pici ( usate quelli freschi che trovate nei frigo dei supermercati )
1 piccolo cavolfiore
1 confezione di panna di soia ( liberi di usare la panna vaccina )
1 cipollina di Tropea
1 spicchio di aglio
1 manciata di pinoli
1 manciata di mandorle a lamelle
olio evo per il soffritto
sale e pepe
1 peperoncino fresco ( se non è stagione va bene anche quello secco )
pane grattato o parmigiano

Se siete vegani, allora iniziate con il soffriggere il pane grattato in un po’ di olio a cui avrete aggiunto una piccola parte dei pinoli e delle mandorle e un pizzico di sale. Se non siete vegani, vi consiglio di provare comunque la ricetta senza parmigiano, vi assicuro che non vi pentirete.
Faccio un’ altra piccola osservazione circa la panna, io consiglio vivamente quella di soia, perché al di la delle mie convinzioni, non copre il gusto come quella vaccina e in questo caso è necessario che i gusti restino ben separati perché già i cavolfiori tendono a coprire il resto.
Sfogliate bene i cavolfiori ricavandone piccoli fiori.
Mettete a bollire una pentola di acqua salata, vi servirà anche per la pasta. Cuocete per circa 10 minuti i cavolfiori.
Nel frattempo fate soffriggere in un bel po’ di olio la cipolla di Tropea, con l’aglio ( io lo faccio a lamelline, ma se vi da fastidio potete toglierlo o non metterlo ), il peperoncino, i pinoli e le mandorle. Quando tutto ha un bel colore aggiungete la panna e un bel pizzico di sale. Continuate ad assaggiare il sale perché questa preparazione tende ad essere ” sciapa “.
Nel frattempo i cavolfiori dovrebbero essere cotti, scolateli direttamente nella panna, abbassate il fuoco e lasciate cuocere piano piano mentre cuoce anche la pasta. Mi raccomando cuocete la pasta nella stessa acqua dei cavolfiori così avrà più gusto. Un consiglio, aggiungete ancora un po’ di sale all’ acqua perché il precedente se lo sono assorbito i cavolfiori.
Scolate la pasta e saltatela nella padella con la panna.
Impiattate e condite con il pane grattato.

Buon appetito!!!

UNA INTERESSANTE TRATTATIVA DA SPIAGGIA

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Protagonisti di questa storia:
Il malcapitato ” Vù cumprà ” Samir
Un gruppetto di donne
Io che faccio finta di dormire

Questa mattina, una come altre, quando sei boccheggiante, dal caldo, sotto l’ombrellone e ti maledici per la decisione di passare la giornata in spiaggia a cuocere; tentando di dormire, così per passare il tempo durante l’attesa che la melanina faccia il suo dovere, la mia attenzione viene rapita da un malcapitato ” Vù cumprà ” che si avvicina ad un gruppetto di donne, una fila di ombrelloni davanti alla mia.
Vi racconto domanda per domanda ciò che sono riuscite a fare queste donne:

Samir, avvicinandosi alle donne con fare un po’ spavaldo: ” Hei belle signore! Compra braccialetti di Pakistan ? ”

Donne, dapprima scocciate: ” No, no non abbiamo bisogno di niente!”.

Samir: ” Ma io vende anche pareo, bello pareo guarda ? ” e inizia così a tirare fuori la sua merce e attirare l’ attenzione delle donne.

Io faccio sempre finta di dormire, ma in realtà voglio vedere come andrà a finire.
Il gruppetto di donne , noto, essere composto da una giovanissima circa vent’anni , due cinquantenni ( più o meno ), tre in età avanzata ( dai settanta in su ).

Ragazza ventenne: ” Bello il pareo cosa dici nonna?”

Nonna, rivolta a Samir: ” Quanti soldi vuoi ? ”

Samir: ” Dammi 15 € , buon prezzo! ”

Nonna: ” Ma te sei matto 15 €, vado a comprarlo in negozio e spendo meno”

Una delle cinquantenni, con lo sguardo fine, spostandosi verso la testa del lettino: ” Vieni qui va, siediti qui tranquillo che ti riposi un po’ , ma senti dimmi una cosa, ma tu da dove vieni?”

“Ma se ti dice che vende i braccialetti dal Pakistan , ma da dove vuoi che venga sto poverino ? ” penso io.

Samir: ” Da Pakistan ”

Una delle cinquantenni: ” Dimmi un po’,ma tu a casa quante mogli hai ? ” e prosegue : ” perché voi siete un po’ birichini e vi piace avere tante mogli”

Samir: ” Solo una ragazza ”

Risata generale da parte delle donne.

Anziana: ” Ma dai di la verità, solo una…? ”

Altra anziana: ” Di senti un po’ , ma la tua ragazza l’hai fatta chiudere la sotto? “.

Io faccio sempre finta di dormire, ma ho voglia di fermare la tortura a cui il povero ragazzo è sottoposto, opto per continuare a farmi gli affari miei, ma ascoltando.
Samir inizia ad essere insofferente e a volersene andare:
” Io va, voi non compra ”

Anziana: ” Allora ci rispondi ? È vero che hai solo una ragazza? È vero che è cucita la sotto ?”.

Samir: ” Io non capisce cosa vuol dire cucita la sotto?”

Altra risata generale.

Cinquantenne: ” Si…fanno tutti i furbi, tutti con una donna sola e nessuna cucita poi…poi si scopre che hanno 100 mogli e tutte chiuse”.

Il ragazzo prende su la sua merce e se ne va. Fa il giro della fila e arriva da me, che non faccio più finta di dormire. Mi si avvicina e mi propone i soliti bracciali dal Pakistan e il pareo. Inizio a guardare la sua merce e nel frattempo gli chiedo il suo nome: ” Guarda Samir, non mi serve niente, ma almeno ti risparmio le stupide domande che ti hanno appena fatto”.
” Ciao signora” e si allontana facendomi l’occhiolino.Il gruppetto di donne ha continuata la discussione, sputando pareri ( insensati ) e sentenze sulla situazione delle donne in ” certi paesi ” , quando si avvicina un altro venditore ambulante. Decido di alzarmi ed andare in acqua, non posso assistere ad un’altra inquisizione senza intervenire.

LE NUOVE LINEE GUIDA DELLA UE TAGLIANO FUORI ISRAELE

imageBenyamin Netanyahu ha tuonato così : ” Non accetteremo diktat esterni sui nostri confini “.
Stanno entrando in vigore, venerdì , le nuove linee-guida europee che vieteranno ai 28 Stati membri, ogni genere di cooperazione con insediamenti ebraici in Cisgiordania e in Gerusalemme est , cioè nei Territori occupati da Israele nel 1967.
La risposta non si è fatta attendere ed il Governo di Tel Aviv ha dato il via alla costruzione di circa 1000 nuove abitazioni nelle già esistenti colonie, lungo la linea verde e Gerusalemme est ( Shilo, Kfar Adumin, Galgal ed altre colonie ).
Netanyahu non vuole interferenze sui confini, che secondo lui, sono da discutere esclusivamente con l’altra parte, i palestinesi. Come se in questi anni se ne sia discusso ad oltranza.
Con queste nuove linee-guida Tel Aviv non avrà alcun problema a continuare i rapporti con la U E, ma cambiano le cose per le colonie situate nei territori palestinesi.
David Kriss, portavoce della U E in Israele ha dichiarato: ” Lo scopo delle nuove linee guida è quello di differenziare fra Israele ed i Territori occupati, questo perché Tel Aviv beneficia già di sostegni finanziari dalla U E , ma senza differenziare, assorbe anche i finanziamenti provenienti dalla Palestina “.
Israele, infatti, esporta merci di ogni genere dalle colonie nei Territori occupati non facendo distinzione alcuna. Questo crea un giro di affari, a senso unico, di circa 280 milioni di dollari all’ anno. In questo modo i palestinesi vengono esclusi da introiti e aiuti perché le merci esportate risultano sempre ” Made in Israele “.
I palestinesi sono soddisfatti di questa iniziativa della U E e secondo il loro esponente OLP Hanan Ashrawi: ” Il cambiamento avrà un effetto positivo sulla ripresa delle negoziazioni bilaterali “.
Le linee guida entreranno in vigore venerdì prossimo,staremo a vedere se la volontà della U E riuscirà a superare le minacce di Israele o, se come al solito, ne sarà succube.

Graziella Adwan