EID AL-FITR ultimo giorno

Le festività di fine Ramadan sono giunte al termine,il quarto giorno nonché l’ultimo serve come zona di adattamento, per reinserirsi nella vita quotidiana senza troppi traumi… Per la città si iniziano a disfare le luminarie,così nelle case si ritirano gli addobbi che finora hanno rallegrato le pareti.
Oggi non si cucina, ci si riposa ed in genere si va a fare shopping perché scattano i saldi. Ho promesso alle mie nipoti più grandi che le avrei portate a mangiare la pizza e poi a fare spese nel loro mall preferito.
Come in molti paesi del mondo,anche in Giordania la pizza è un cult durante le uscite famigliari o fra amici, con la differenza che qui, rispetto ad altri posti, la pasta per pizza la sanno fare. Poi possiamo discutere sulle guarnizioni…per non correre troppi rischi scelgo una vegetariana con il bordo imbottito di cheddar cheese…un vero mattone, ma buona, mi convinco che siccome le verdure sono crude sia pure salutare, ma non ci credo poi tanto… Le ragazze si dilettano in una pizza con sopra kebab, formaggi vari, patatine fritte e qualche fetta di salame piccante ( ovviamente parlo di salame, ma è fatto di carne di mucca o di tacchino ) a cui non possono far mancare un bel giro di ketchup …non ho parole…
Finito il giro per saldi è quasi sera, quindi si rientra a casa.
Oggi inizierò anche i miei preparativi per il ritorno in Italia ( chissà se c’è ancora il Governo ?…).
Spero di avervi divertiti con questo viaggio all’interno di una cultura che ormai vive al nostro fianco e che non conosciamo, anzi che in genere non vogliamo conoscere o c’è la fanno conoscere solo nei suoi aspetti negativi.
Nei prossimi giorni vi delizierò con le ricette che ho visto preparare, Buona settimana di ferragosto a tutti!!!

EID AL-FITR DIARIO DI UNA VACANZA terzo giorno

Oggi la giornata è cominciata con una tradizionale colazione araba: hummus, full ( crema di fave ), falafel, olio e zatar ( miscela di timo, sesamo, sale ), labane ( tipico formaggio a base di yogurt colato di capra ), thè alla menta e pane caldo a volontà .
Il programma della giornata prevede un picnic al Mar Morto che, considerata la temperatura elevata 45 gradi l’aria e 40 gradi l’acqua del mare, faremo di sera.
La vita in città riprende normale e i negozi, finalmente, sono aperti, quindi shopping sfrenato. Approfitto sempre dei miei viaggi in Giordania per rifornire la dispensa di prodotti mediorientali, che pur trovandoli sugli scaffali dei nostri supermercati, non sono la stessa cosa. Molte cose poi sono introvabili, come il famoso yogurt secco per preparare il mansaf ( riso con lo yogurt, trovate la ricetta sul blog nella sezione ricette ) oppure la semplice acqua di rose, non sempre è a disposizione nei supermercati o nelle erboristerie quella da cucina; le spezie intere, che forniscono ai piatti un gusto completamente diverso dalle polveri che vengono vendute da noi.
I dolci, ecco questi meriterebbero un capitolo a parte… riesco sempre a riempirci la valigia, secondo me non ci sono paragoni che tengono con quelli che a volte assaggiamo nei ristoranti arabi o che si comprano nei negozi caratteristici. Quindi riesco ad infilarne chili in valigia e poi, una volta a casa riporli nel freezer per degustarli, magari dopo averli scaldati, nei mesi a venire.
Evito di andare nei mall ( i nostri centri commerciali, ma triplicati di dimensione…), perché rischio veramente di sbancarmi… Quindi giro per le vie del ” Balad “, qui non usano la parola Suq o meglio la usano, ma Balad identifica proprio il centro storico della città . Oramai sono abituata a girare per le vie del centro di Amman, non rischio di perdermi e so in quali negozi andare, per cui ritorno a casa verso le due del pomeriggio, giusto in tempo per mangiare qualcosa, visto che si cenerà tardi. Non vi fidate mai di una donna araba che vi dice: – ti ho preparato qualcosina…giusto per tirare sera! – avete presente i pasti preparati in meridione da noi durante le feste? Bene il qualcosina si traduce : un enorme piatto da portata pieno di patatine fritte con le uova ( fate friggere le patate a dadini piccoli, togliete le patate, scolate l’olio e nella stessa padella fate strapazzare circa due uova per persona rimettendo nella padella le patate, salate e pepate, guarnite con menta tritata ), una serie di piattini con olive, verdure in salamoia, una pentola di sugo di pomodoro per accompagnare le uova con le patate ed intingerci pane a volontà , verdura fresca sempre a portata di mano per farti un piatto di insalata a tuo piacimento e gli immancabili dolci…è pur sempre ancora festa!!!
Finita la merenda che avrebbe sfamato una parte di terzo mondo , si prepara per il picnic. Questo so già sarà un problema, comunque facilmente superabile, io non mangio carne quindi…finalmente mi salverò da un’altra grande abbuffata, tanto ho ancora nel mio stomaco le uova e le patate, ma in particolare i cipollotti con cui le ho accompagnate che fanno la danza del ventre…un digestivo a me!!!
Ci dirigiamo verso il Mar Morto, che da Amman dista circa una cinquantina di chilometri, per andare verso le cascate bollenti di Ma’in, qui ci sono punti panoramici attrezzati per i picnic.
Difronte a noi il Mar Morto nella sua particolare bellezza, perché essendo un lago, la definizione mare nasce dal fatto che è salato,lo vedi intero. Sulla sponda opposta alla nostra Israele, se sposti lo sguardo più in alto le colline di Gerusalemme, il sole sta tramontando, il profilo del Monte degli Ulivi e della Cappella della Vergine Maria si colorano di rosso creando un poster sospeso nel cielo.
Gli uomini preparano le braci per cuocere il kebab, mentre le donne si dedicano allo sport preferito: chiacchierare, ascoltare musica e ballare.
Come già anticipato, qui me la sono salvata alla grande, un panino con la verdura grigliata e via…poi thè , caffè e dolci, ma va bene così . Avete mai bevuto il caffè o il thè cotti sulle braci? Bene provateci alla prima grigliata che organizzerete!
Alzo lo sguardo al cielo e nel buio totale vedo uno spettacolo a cui non ho mai avuto l’onore di assistere, una coperta di stelle che come per incanto hanno iniziato a formare delle strisce di fuoco spegnendosi nel firmamento per far posto ad un nuovo astro. Non avevo in vita mia mai assistito a niente di più magnifico ed emozionante e poi girando lo sguardo su Gerusalemme…la luna…una perfetta mezzaluna scintillante nel cielo quasi ad indicare la proprietà di una terra strappata al popolo a cui appartiene.

EID AL-FITR DIARIO DI UNA VACANZA SECONDO GIORNO

Eccomi qui a raccontare la convulsa giornata di ieri, il secondo giorno della festa, quello dedicato alla famiglia di origine, quello in cui tutti tornano a casa.
La mattina è iniziata piuttosto tardi, considerate le ore piccole del giorno prima, una sostanziosa colazione a base di marmellate fatte in casa e formaggio, falafel e hummus , tutto accompagnato da pane caldo ai cereali, the , caffè e spremute varie.
Ieri, come anticipato, è stata la giornata dedicata alla famiglia di origine, tutti i figli si sono riuniti nella casa paterna.
La cultura araba vuole che siano i figli maschi che dovranno prendersi cura dei genitori, mentre le figlie femmine andranno a casa del marito, prendendosi cura dei suoceri, per questo motivo la giornata di oggi è dedicata ai figli che non vivono sotto il tetto paterno. Oggi non è più così , le coppie affittano o acquistano case fuori dalla casa dei genitori normalmente.
Dopo la colazione sono iniziati i preparativi per il pranzo, che per intenderci , non si svolge come da noi, è molto difficile organizzare una tavola per una cinquantina di persone, viene perciò addobbato una buffet, per dirla alla nostra maniera, consistente in un piatto unico a base di riso e da verdure, olive, salamoie varie come contorno.
La separazione dei sessi è fondamentale nel mondo arabo, di conseguenza vengono allestiti due buffet in zone separate della casa. Nel nostro caso gli uomini sono rimasti al piano terra con la mamma, non essendoci più mio suocero, mentre noi donne ci siamo organizzate al terzo piano nella casa di mio cognato dove io sono ospite.
La motivazione della separazione dei sessi, è molto semplice: le donne, in genere, coprono il capo o addirittura il volto, potendosi scoprire solo difronte agli uomini con cui non possono sposarsi e non sono molti, visto che è consentito il matrimonio tra cugini primi. Capite bene che in questa condizione non sarebbe facile la socializzazione.
Le donne, una volte da sole, si trasformano. Via i veli, via gli abiti coprenti, via quei visi senza sorriso. Personalmente mi sono sempre ripromessa di non commentare la faccenda del velo, anzi molte volte ho cercato di difendere questa usanza, ma quando vedo i volti di queste donne rinascere, da sotto i veli, mi convinco sempre di più che sono semplicemente obbligate a portarlo. Per obbligate, non intendo che qualcuno con il bastone le obbliga , vi assicuro di no, almeno nella mia realtà , ma la società: i padri e le madri prima ed i mariti poi. È un obbligo morale a cui è difficile ribellarsi.
Tornando alla giornata; una volta organizzato tutto, i famigliari sono iniziati ad arrivare. Dopo saluti ed auguri ci siamo buttati sul cibo, in una maratona durata tutto il pomeriggio. Perché mica finisce tutto con la portata di riso… Ogni famiglia in visita ha portato dolci vari e tutti vengono serviti in vari step nell’arco del pomeriggio. Deliziose Harisse ( torta a base di semolino con mandorle e miele), Knafe ( capelli d’angelo a base di pasta fillo adagiati su un letto di formaggio, tipo mozzarella, filante, il tutto irrorato di miele o sciroppo di zucchero), biscotti a base di datteri, Kataief ( potete vedere la ricetta sul blog ), the, caffè, bibite gassate… Erano più o meno le sei di pomeriggio, quando nella stanza ho contato 32 donne, di conseguenza sotto ci saranno stati altrettanti uomini, bambini esclusi .
Quando tutti se ne sono andati mia cognata mi chiede se andavo con loro dalla sua famiglia: – Scherziamo!!!- avrei dovuto ricominciare tutto da capo e trangugiare ancora cibo…mi sono inventata un mal di pancia, riuscendo così a restare per due ore da sola a darmi una ripulita…
Ma non finisce qui: alle 22:30 rientrano in casa i miei cognati armati di panini di falafel per mangiare qualcosa prima di dormire…!!!!
A domani.

EID AL-FITR DIARIO DI UNA VACANZA

Presa la decisione di passare le festività di fine Ramadan in Giordania assieme alla famiglia di mio marito, ecco pronto il biglietto aereo.
Partenza da Milano Malpensa con biglietto in business class, ottenuto dopo la cessione di migliaia di miglia accumulate con viaggi precedenti e grazie ad un contratto gas e luce…
Al check-in mi danno, con il biglietto anche l’invito alla sala di attesa business ( la lounge ). Trattasi di una sala climatizzata, dove si può anche fumare, perché ai viaggiatori di business il fumo non nuoce, una serie di piatti con ogni ben di Dio accuratamente presentati, brioches calde, frutta, spremute, cialde di caffè… Tutto, ma proprio tutto per rendere piacevole l’attesa al viaggiatore di business…
Salita in aereo uno steward premuroso mi prende il bagaglio a mano e lo deposita nella cappelliera, mentre una hostess mi porge una salvietta umidificata, profumata e bollente per pulirmi le mani. Mi accomodo in una enorme poltrona dotata di ogni comando automatico, ho voglia di giocarci, ma cerco di fare la seria. Mi servono subito una spremuta e finalmente si decolla.
Menù alla mano noto che la giornata è dedicata alle specialità siciliane, ma io viaggio con la compagnia giordana????? Mi aspettavo un inizio all’insegna di cibo arabo e invece…
Il mio pranzo inizia con formaggio caprino adagiato su una fetta di arancia candita, una delizia , veramente degna del miglior ristorante, eppure mi trovo a bordo di un aereo.
Di primo scelgo la pasta al pesto di pistacchi, anche questa, non so come, cotta al dente, non prendo il secondo e passo al dolce, una morbidissima brioches con la granita, nel miglior stile siciliano. Il tutto annaffiato da champagne Cristal, freddo al punto giusto.
Insomma io da qui non ci scendo più , non voglio tornare con i piedi a terra!!!!
Faccio qualche giochino con i comandi, mi metto in posizione ” zzzzz”, c’è scritto così ! E mi addormento .
All’uscita dell’aeroporto mio cognato con moglie e figlie mi aspettano. Inizia la mia festa.PRIMO GIORNO DELL’ EID ( festa )
Oggi sveglia alle 6:30 perché ho promesso alle mie nipoti di andare con loro in moschea a vedere l’apertura della festa, anzi data la quantità di persone, la funzione viene fatta alla scuola del quartiere. Nonostante gli anni che vengo in questo paese, è la prima volta che partecipo ad una funzione religiosa, sono parecchio impacciata e non so cosa fare, per fortuna mi vengono incontro le mie nipoti che mi fanno sedere su un tappeto e mi dicono di stare li tranquilla, tanto tutti sanno che non sono musulmana, ma voglio solo vedere la funzione.
Oggi, essendo un giorno di festa, il vestito diventa importante, gli uomini sono in giacca e cravatta e le donne avvolte nelle loro ” abbaie ” ( classico soprabito lungo di diversi colori portato dalle donne musulmane ) più belle.
All’ingresso viene consegnata ad ognuno una caramella con attaccato un foglietto con scritta una lode a Dio.
La veduta è magnifica, centinaia di abiti e teste colorate, fanno sembrare il cortile della scuola una tavolozza da pittore.
I bambini nei luoghi di preghiera possono scorrazzare a loro piacimento, nessuno si sogna di intimare loro il silenzio , un musulmano per pregare non ha bisogno di ascoltare ciò che gli sta attorno , ne tanto meno di vedere , perciò una serie di piccole pesti vestite a festa, corrono tra le fila, precise, di donne che stanno pregando, senza essere disturbati da nessuno. Il risultato? Tutti a guardare me, che nonostante il mio vestito da perfetta musulmana, non la bevono e capiscono che sono straniera.
In questa giornata, l’usanza vuole che i maschi di famiglia visitino le donne : sorelle, nipoti e zie.
Finita la preghiera di inizio festa e dopo una abbondante colazione i maschi si preparano per la massacrante giornata, dovranno andare di casa in casa a porgere gli auguri, dipende quante sorelle hanno loro, quante ne ha la loro mamma e quante il loro papà e per finire quanti hanno figlie sposate. Vi dico solo che i fratelli di mio marito sono partiti questa mattina alle 10 per tornare questa sera alle 21, undici ore di visita tra una casa e l’altra, mi dice mio cognato di aver bevuto circa 15 caffè , assaggiato qualche succo di frutta, dapprima mangiato una varietà di dolci per poi finire di metterli in tasca…credeteci diventa una tragedia. Dico io : – ma chi ve lo fa fare?-
– l’usanza, non vogliamo perdere tutto come voi in occidente, anche se non sarà così perché i giovani non lo vogliono più fare, ci proviamo, noi generazione di mezzo continuiamo a mantenere vivi gli usi dei nostri genitori- così mi ha risposto mio cognato.
Caspita, ha pure ragione! Ricordo mia nonna che prima di ogni festa, con il treno andava a fare visita ai suoi fratelli e ai cognati e raccontava, ne più e ne meno, le stesse cose che fanno qui.
Quindi riepilogando, gli uomini sono tutti fuori a visitare le donne di famiglia, di conseguenza noi stiamo a casa a ricevere gli uomini.
Ad ogni gruppo di maschi che ci fanno visita viene servito:
subito un bicchiere di acqua, fuori ci sono 40 gradi…
Un caffè accompagnato da dolci
Una bibita servita con cioccolatini
Ogni tipo di frutta secca sempre a disposizione.
Pausa pranzo alle 15 circa per degustare uno squisito Mansaf ( trovate spiegazione e ricetta sul blog ) e poi si prosegue.
Giornata intensa, ma davvero interessante, anche perché il centro dell’attenzione sono stata proprio io, la moglie del fratello maggiore, straniera, che decide di passare le feste con la famiglia. Da sola. Mio marito è a casa, lui ha da lavorare, ma proprio non si sogna di subire una festa famigliare così intensa.
Sono le 9 di sera, i maschi stanno rientrando, ora ci aspetta una merenda pre-nanna e poi tutti a dormire!!!
Vi do appuntamento a domani per il secondo giorno di festa.