IMG_2053

Ghassan Kanafani (Acri, 9 aprile 1936 – Beirut, 8 luglio 1972) è il maggior rappresentante di scrittori palestinesi che dall’esilio hanno contribuito a lottare per la “causa palestinese”tramite le loro opere artistiche.

La Nakba del 1948 e la Naksa del 1967 sono stati gli avvenimenti più rappresentativi per l’intero mondo arabo quando si parla di letteratura. I libri di questi scrittori erano e sono soprattutto opere di denuncia per risvegliare la coscienza del loro popolo e di critica verso le classi dirigenti che rubarono collusi con l’Occidente la dignità dei palestinesi.

Per quanto riguarda la letteratura specificatamente palestinese e quindi di Kanafani, la prosa di questi autori diventa interessante dagli inizi degli anni Sessanta e si consolida dal 1967. Le opere di Kanafani sono per la stragrande maggioranza Romanzi brevi o Racconti, anche se è presente qualche lavoro teatrale. Le sue opere in due periodi:

Al primo appartengono gli scritti caratterizzati da pessimismo, in cui non si vede una soluzione per la condizione del suo popolo e la sua scrittura ricorre al simbolismo; questo periodo arriva circa fino al 1967 e tra i suoi lavori gli esempi più conosciuti sono:

Uomini sotto il Sole (Rijāl fī al-shams), 1963
Un mondo che non è nostro (‘Ālam laysa lanā), 1965
Al secondo periodo, quello che parte dalla Naksa, cambia l’atteggiamento dello scrittore, che diventa più politicizzato ed attento alle vicende storiche, mostrando il suo ottimismo nell’azione di voler cambiare le cose con la lotta e non nell’attesa passiva. Esempi sono:All that’s left to you (Mā tabaqqā lakum), 1966, che funge da collante tra questi due periodi
La madre di Saad (Umm Sa’d), 1969
Ritorno ad Haifa (‘Ā’id ilà Haifā), 1969

Graziella Adwan

Fonte Wikipedia