QUANDO DIO MANDA I CARRI ARMATI

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“Arrivò una famiglia e disse: Abbiamo le carte

dimostrano che la casa e’ nostra.

– No, no, disse il vecchio. Il mio popolo ha sempre vissuto qui,

Mio padre, mio nonno … e guarda in giardino:

un mio avo lo piantò.

– No, no, disse la famiglia, guarda i documenti.

Ve ne era una catasta.

– Da dove comincio? disse l’uomo

– Non c’e’ bisogno di leggere l’inizio, gli dissero,

Vai alla pagina su cui e’ scritto “Terra Promessa”.

– Ma sono legali?, disse l’uomo. Chi li ha scritti?

– Dio, dissero loro. Li ha scritti Dio. Guarda!

Stanno arrivando i Suoi carri armati”.

(Promised Land, di Michael Rosen, poeta ed attivista ebreo inglese)

FADWA TUQAN

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La poetessa dell’ Intifada.

Fadwa Tuqan nacque a Nablus nel 1917, la sua vita è stata consacrata alla poesia e alla saggistica, un grido di terrore su cosa stava accadendo in Palestina.
I suoi scritti hanno come argomento principale l’occupazione da parte di Israele dei territori Palestinesi, L’ intifada , le atrocità della guerra e la condizione femminile nel mondo arabo.

DIETRO LE MURA

Un’ingiusta mano l’ha costruita

ed è rimasta in piedi

come una maledizione eterna.

Ho guardato le sue lugubri mura,

impolverate dai lunghi secoli, gridando:

mi togliete la luce e la libertà,

ma non potrete spegnere nel mio cuore

la scintilla della speranza.

Maledetti,

potrete soffocare ogni sogno

che rinverdisce ed alimenta il mio cuore

ma il mio cuore non cesserà mai di sognare

anche se sarà chiuso in una cella.

Se mille catene mi legano

altrettante ali fantastiche mi fanno volare.

Maledetti, un’altra persona davanti a voi

s’inchinerebbe e tacerebbe

davanti alla furia;

io mai cesserò d’essere libera.

Canterò i desideri della mia anima

anche se mi schiaccerete in catene.

Il mio canto scaturisce dalla profondità.

(“Sola con i giorni”, il Cairo, 1952)

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