STUCKIE

“Stuckie” Il cane mummificato che è rimasto bloccato in un albero per oltre 50 anni

Questo cane mummificato e’ stato una scoperta scioccante per i taglialegna, che stavano lavorando per tagliare l’albero in vari pezzi per trasformarlo in pacciame

Durante il loro lavoro i taglialegna sanno di poter trovare strane cose mentre abbattono gli alberi. I nidi degli uccelli e alcuni oggetti bloccati nei rami sono un dato di fatto – un cane mummificato al centro di un albero, tuttavia, non lo è.

Ma è esattamente quello che ha trovato una squadra di taglialegna della Georgia Kraft Corp., mentre abbattevano un albero negli anni ’80.

Dopo aver tagliato la cima dell’albero e averlo caricato su un camion per il trasporto, un membro della squadra è riuscito a dare un’occhiata all’interno del tronco cavo, trovando così i resti perfettamente mummificati di un cane che lo guardavano, i denti ancora scoperti in una lotta per la sopravvivenza.

Gli esperti che hanno studiato la carcassa hanno concluso che il cucciolo era molto probabilmente un cane da caccia degli anni ’60, che aveva inseguito qualcosa come uno scoiattolo attraverso un buco nelle radici e poi al centro dell’albero cavo tuttavia, mentre risaliva l’albero si e’ fatto più stretto . Dalla posizione delle zampe del cane, gli esperti ritengono che abbia continuato a salire fino a quando non si è effettivamente incuneato. Incapace di girarsi e liberarsi, il cane è morto.

Un animale morto in natura si decompone o viene mangiato da altri predatori. Tuttavia, poiché il cane era morto all’interno dell’albero, un castagno, non era disponibile alla predazione perché non ne sentivamo l’odore, ne poteva essere raggiunto.

I lecci di castagno, inoltre, contengono tannini che vengono utilizzati nell’assimilazione e nella concia per trattare pelli di animali in modo che non si deteriorino. I tannini provenienti dall’interno dell’albero penetrarono nel cane impedendogli di marcire all’interno.

L’ambiente secco all’interno dell’albero ha mantenuto asciutta la carcassa e la base dell’albero ha creato una sorta di effetto “camino a vuoto”, contribuendo al processo di essiccazione.

❤️Dopo aver trovato il cucciolo mummificato, i taglialegna hanno deciso di portarlo in un museo, per mostrare la rara scoperta al mondo. Il cane, ora affettuosamente chiamato “Stuckie”, risiede nel museo Southern Forest World, ancora incassato nella sua tomba boscosa, e in mostra perché il mondo possa vederlo.

PASTA PATATE E PEPERONI

236F2EAC-07FC-45DC-BA44-5F39D50E2946Ingredienti per due persone:

250 gr di pasta corta

1 patata di media misura

1 peperone rosso

1 spicchio di aglio

1 manciata, circa 10, di pistacchi non salati

sale e un pizzico di peperoncino

se vi piace, una spolverata di prezzemolo tritato.

Iniziate con pelare e tagliare a dadini la patata e il peperone. In un pentolino versare un goccio di olio , con lo spicchio di aglio e soffriggere le patate, non devono prendere colore e nemmeno rosolarsi. Aggiungete una quantità di acqua tanta da coprire appena le patate tagliate. Coprire e far cuore fino a quando la patata si disfa e inizia a formare il purè che vi assicurerete di mantenere molto fluido. Mettete sale a piacere. A parte friggete i dadini di peperone, scolateli e adagiateli sulla carta assorbente. Mettete l’acqua a bollire. Nel frattempo, con l’aiuto di un bicchiere, frantumate i pistacchi. Io li avvolgo in un tovagliolo e con il fondo del bicchiere li spezzo.
Appena cotta la pasta versatela sul pure di patate, amalgamate e aggiungete i peperoni e, se piace, il pizzico di peperoncino, in ultimo spolverate con i pistacchi frantumati ed eventualmente con il prezzemolo. Ho omesso il formaggio perché è una ricetta vegana, ma nulla vi proibisce una bella grattugiata di parmigiano o pecorino, se vi piacciono i gusti più decisi.

Buon appetito!

Nota di coda

Io non levo lo spicchio di aglio quando è rosolato, ma lo lascio cuocere con la patata e lo schiaccio insieme, se vi da fastidio il gusto intenso, toglietelo o non mettetelo.

😋😋😋😋😋

Kobane come Shabra e Chatila

th“Ci sarà una pulizia etnica del popolo curdo dalla Siria – ha dichiarato al New York Times Mazlum Kobani, il leader militare dell’alleanza curda araba delle Forze Democratiche Siriane – e l’Amministrazione americana sarà responsabile di questo”.

Un drammatico dejà vu, era il 1982 quando Israele irruppe in Libano per creare un cuscinetto di sicurezza ed eliminare i terroristi, allora toccò ai palestinesi subire l’operazione “Pace in Galilea”.

Nel 1995 toccò a Srebrenica ( Bosnia-Erzegovina) per mano delle milizie di Ratko Mladic.

Possiamo spostarci anche in la con il tempo e arrivare nel 1916 quando avvenne l’epurazione degli armeni cristiani, Metz Yerghern “Il grande male”.

Il comune denominatore dei tre avvenimenti? La Turchia e i suoi confini da difendere.

“Let the other people take care of it now”  disse Trump prima di far ritirare le truppe americane dal suolo siriano curdo così, per la quarta volta la Turchia, questa volta governata da Erdogan, ci rimette i piedi libera e con il silenzio assenso di USA, Russia e Siria di Assad.

La storia si ripete, il terribile copione è sempre lo stesso, una nazione già sotto il giogo della guerra civile viene invasa, se ne identifica una porzione di territorio e un’etnia scomoda, si grida alla causa dell’anti terrorismo e si va a sterminare.

Vi invito a leggere l’articolo presente sul blog “Shabra e Chatila”.

Graziella Adwan

 

Fratelli di Giuseppe Ungaretti

Di che regimento siete fratelli?

Parola tremante nella notte

Foglia appena nata

Nell’aria spasimante involontaria rivolta dell’uomo presente alla sua fragilità.

Fratelli.

 

WONDED KNEE

A6506985-C898-4723-A9D2-3DDD8B3C493E

IL MASSACRO DI WONDED KNEE

IL GIORNO DELLA MEMORIA

Il 1 febbraio 1876 gli Stati Uniti dichiararono guerra ai Sioux che non volevano abbandonare i loro territori, ma gli “invasori” avevano capito che lì c’era dell’oro, tanto.

È stato un genocidio, una pulizia etnica senza precedenti e troppo spesso ignorata o non degna di considerazione.

Il 1 febbraio 1876 il ministro degli Interni degli Stati Uniti d’America dichiarò guerra ai Sioux “ostili”, quelli cioè che non avevano accettato di trasferirsi nelle riserve, dopo che era stato scoperto l’oro nelle Black Hills, il cuore del territorio Lakota.

Non ci fu avviso e la maggior parte degli uomini erano a caccia in territori lontani, dove non  c’era la neve, considerata la stagione. Donne, bambini e anziani furono presi di sorpresa, fu l’inizio del massacro degli Indiani d’America, che culminerà con l’eccidio di Wounded Knee, passato alla storia grazie a canzoni, libri e film. Sul finire del dicembre 1890, la tribù di Miniconjou guidata da Piede Grosso, appresa la notizia dell’assassinio di Toro Seduto, partì dall’accampamento sul torrente Cherry, sperando nella protezione di Nuvola Rossa. Il 28 dicembre furono intercettati dal Settimo Reggimento, che aveva l’ordine di condurli in un accampamento sul Wounded Knee: 120 uomini e 230 tra donne e bambini furono portati sulla riva del torrente, circondati da due squadroni di cavalleria e trucidati.

“Seppellite il mio cuore a Wounded Knee” di Dee Brown è il libro (anche film) che ha commosso generazioni di persone e ispirato cantanti di tutte le generazioni e di tutto il mondo.

Protagonista delle lotte indiane per 40 anni fu il Capo Nuvola Rossa, nato Maḣpíya Lùta, in inglese Red Cloud; (North Platte, 1822Pine Ridge, 10 dicembre 1909) che si confrontò aspramente con l’agente governativo perché venisse rispettata l’autorità tradizionale dei capi indiani. Nel 1888 invitò i Gesuiti a creare una scuola per i bambini Lakota nella riserva indiana, una scelta necessaria per mantenere il legame degli Indiani con la loro terra. Pochi anni prima il governo aveva cercato di obbligare i bambini a frequentare una scuola “bianca” per essere “civilizzati” con risultati disastrosi per la cultura indiana.

Nuvola Rossa andò a Washington più volte di ogni altro capo indiano e rimane il leader più rispettato del suo popolo, insieme ad Alce Nero, noto per la sua forte carica spirituale. Quest’ultimo aveva 13 anni nel 1876 ed era già impegnato nella causa, tanto che l’anno dopo andò a Londra per incontrare la Regina Elisabetta. Così racconta il massacro di Wounded Knee: «Brillava il sole in cielo. Ma quando i soldati abbandonarono il campo dopo il loro sporco lavoro, iniziò una forte nevicata. Nella notte arrivò anche il vento. Ci fu una tempesta e il freddo gelido penetrava nelle ossa. Quello che rimase fu un unico immenso cimitero di donne, bambini e neonati che non avevano fatto alcun male se non cercare di scappare via».

I Sioux, che preferiscono chiamarsi Dakota o Lakota, sono la principale tribù degli Stati Uniti, con 25.000 membri. Attualmente vivono nelle riserve su quelli che erano i loro territori.

 

Lipstick On Coffee Cup

L'entusiasmo non é leggerezza. "L'entusiasmo è per la vita ció che la fame é per il cibo".

VOCI DAI BORGHI

Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

Viaggiare con Andrea

Probabilmente non basta una vita per scoprire il mondo, l'importante è provarci!

Francescophoto Blog

Foto digitale, classica, immagini

ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO ALFAMICI

lottiamo contro il randagismo

Medio Oriente e Dintorni

Storie, cultura e sport dal Medio Oriente e e Dintorni

Marco Lovisolo

Lo zaino è pronto, io no

Lunanuvola's Blog

Il blog di Maria G. Di Rienzo

Newwhitebear's Blog

Poesie e racconti: i colori della fantasia

Aggiornamento adottati !

Gli adottati degli ultimi 12 mesi!

In Cucina Con Roberta

Cucina Naturale Vegan & Ricette

Zone Errogene

Ogni lasciata è vinta

Animal Nepal's Blog

For main website please visit www.animalnepal.org

pedrinicantastorie

(PocheIdeeMaConfuse)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: