**Capitolo 3: Le Ombre del Passato**
La luna piena illuminava le strade acciottolate di New Orleans, gettando un bagliore argentato sui vecchi edifici. Julien, con passo silenzioso, si muoveva tra le ombre, il suo sguardo fisso su un obiettivo nascosto. Dopo aver scoperto da Camille la verità sull’antico male risvegliato, sapeva che doveva agire in fretta.
La ricerca, lo aveva portato a un vecchio archivio, nascosto sotto una libreria nel cuore del Quartiere Francese. Era un luogo dimenticato, un santuario di segreti che aspettavano solo di essere svelati. Julien sperava di trovare qui delle risposte, documenti o incantesimi perduti che potessero aiutarlo a risigillare l’entità risvegliata.
Mentre esaminava gli antichi rotoli e i libri impolverati, un fruscio attirò la sua attenzione. Non era solo. Dall’ombra emerse una figura: era Elise, la vampira dai capelli neri e gli occhi profondi come l’oceano. La loro relazione era stata complessa, un intreccio di attrazione e rivalità, ma quella notte, sembrava che avessero un obiettivo comune.

“Julien, anche tu qui?” chiese Elise con una voce che risuonava di mistero. “Cerco risposte, come te. Questo male risvegliato minaccia tutti noi.”
I due vampiri, uniti da una causa comune, iniziarono a cercare tra i documenti antichi. Dopo ore di ricerche, Julien trovò qualcosa: un vecchio manoscritto che parlava di un sigillo creato secoli prima per imprigionare un’entità oscura. Il sigillo era stato posto sotto la città stessa, nei suoi luoghi più nascosti e dimenticati.
“Questo è ciò che cercavamo,” disse Julien, i suoi occhi brillavano di una luce nuova. “Dobbiamo trovare il luogo esatto del sigillo e capire come è stato spezzato.”
Elise annuì, i suoi occhi riflettevano la luna piena. “E dobbiamo fare in fretta. Le forze che si sono risvegliate non aspetteranno.”
Mentre lasciavano l’archivio, il legame tra Julien ed Elise si rafforzava, un’alleanza nata dalla necessità e dal rispetto reciproco. Avevano davanti a loro una sfida che avrebbe messo alla prova il loro ingegno e la loro forza, una sfida che avrebbe deciso il destino dei vampiri di New Orleans.
La notte li avvolgeva mentre si inoltravano nelle strade, pronti ad affrontare le ombre del passato e a combattere per il futuro della loro specie.
**Capitolo 4: La Cripta Segreta**
Le strade di New Orleans erano silenziose, con la nebbia serale che si insinuava tra i vicoli come un visitatore misterioso. Julien ed Elise, ora alleati, si muovevano con cautela, seguendo la mappa delineata nel manoscritto antico. Dovevano trovare la cripta segreta dove il sigillo era stato posto, un luogo dimenticato dal tempo e nascosto agli occhi dei più.
Guidati dalla luce della luna e dai loro sensi vampirici, i due raggiunsero un vecchio cimitero, il suo ingresso quasi completamente ricoperto dalla vegetazione selvaggia. Le tombe e le statue erano erose dal tempo, e ogni passo risuonava con echi di una storia antica e oscura.
“Qui sotto,” sussurrò Julien, indicando una lapide semi-nascosta. Con un movimento fluido, sollevò la pesante pietra, rivelando una scala che si inabissava nelle tenebre.
Scendendo, si trovarono in un labirinto di corridoi sotterranei, le pareti erano scolpite con simboli arcani e scritte in lingue dimenticate. La cripta era un santuario di segreti, un luogo dove il tempo sembrava essersi fermato.
Mentre procedevano, un senso di oppressione cresceva intorno a loro, come se l’aria stessa fosse carica di un’antica magia. Poi, alla fine del corridoio, una porta li condusse in un giardino sotterraneo. Restarono abbagliati dalla bellezza del luogo, e davanti a loro, su un piccolissimo altare di pietra, inserito fra gli aghifoglie, il cristallo. Il sigillo!

Il cristallo pulsava di una luce oscura, le sue crepe irradiavano un’energia inquietante. Julien e Elise si scambiarono uno sguardo; sapevano che dovevano agire rapidamente.
“Deve essere riparato,” disse Julien, la sua voce era ferma ma carica di preoccupazione. “Ma come?”
Elise, con la sua conoscenza degli antichi incantesimi, iniziò a recitare parole. La luce del cristallo iniziò a vibrare in risposta, le sue crepe sembravano rispondere al richiamo della magia.
Ma mentre l’incantesimo si intensificava, un rombo profondo risuonò attraverso i corridoi. Qualcosa li aveva scoperti. Qualcosa di antico e potente, risvegliato dall’energia che stavano liberando.
Julien si posizionò a guardia di Elise, i suoi occhi scrutavano le tenebre. “Qualunque cosa sia, dobbiamo affrontarla. Non possiamo fermarci ora.”
Elise tirò fuori dalla sacca che portava sulle spalle un pugnale. Lo lanciò a Julien. “Colpiscilo, e ad ogni colpo un pezzo dell’entità si dissolverà. Al resto penserò io.”
La battaglia che seguì fu feroce e disperata. Ombre si materializzarono dalle pareti, figure spettrali di un passato dimenticato, mosse da un’antica vendetta. L’entità attaccò con una velocità sorprendente, le sue forme ombrose si estendevano come tentacoli cercando di avvolgere Julien. Egli si muoveva con agilità vampirica, schivando gli attacchi e colpendo con precisione. Ogni volta che la lama del pugnale toccava la forma oscura, scintille di luce esplodevano, erodendo la consistenza dell’entità.
Mentre la battaglia infuriava, Elise continuava il suo incantesimo, ma non era una strega, solo un’esperta di arti magiche, aveva bisogno di più tempo. Con disperazione, le sue parole iniziarono a creare onde di energia che rafforzavano Julien e indebolivano il nemico. La lotta divenne più feroce, con Julien che si muoveva in un vortice di colpi e schivate, la sua lama un fulgore nel buio.
L’entità, indebolita dagli attacchi continui e dall’incantesimo recitato da Elise, iniziò a disgregarsi, la sua forma divenne sempre più instabile. Con un ultimo, disperato assalto, si scagliò contro Julien in un’ondata di pura malvagità.
Julien, con un urlo di sfida, si lanciò in avanti, la lama del pugnale completamente immersa nella massa oscura. Con un lampo di luce accecante, l’entità esplose in migliaia di frammenti di ombra, che si dissolsero come cenere al vento.
Nel culmine dello scontro, con un ultimo, disperato sforzo, Elise completò l’incantesimo. Il cristallo emise un bagliore accecante, le sue crepe si richiusero, sigillando nuovamente l’entità oscura. L’incantesimo, nella notte dei tempi, fu creato per essere recitato da chiunque lo avesse potuto leggere, forse, il motivo per cui, il sigillo era stato rotto, pensò preoccupata Elise.
“Hai ragione.” Disse una voce dentro di lei.
“Sono Camille, ho percepito le tue abilità, fai ciò che ti dirò, e il sigillo non potrà più essere rotto da nessuno.”
Elise, prese il pugnale dalla mano di Julien, con la mano libera prese il cristallo e con la forza del pensiero, che Camille le stava dando, lo fece vorticare in aria e lo colpì con il pugnale. Esplose in milioni di scintille.
“Guarda!” Urlò incredulo Julien. Sul piccolo altare di pietra, il sigillo riparato e splendente.
Il silenzio calò sulla cripta, le ombre si dissolsero come nebbia al sole. Julien ed Elise, esausti ma vittoriosi, si guardarono, sapendo che avevano salvato non solo la loro specie, ma anche la città che amavano.
Graziella Simeone Adwan
La prossima settimana, gli ultimi due capitoli.
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