LE TOMBE DEI VAMPIRI

Le cosiddette “tombe dei vampiri” sono ritrovamenti archeologici che dimostrano pratiche funerarie insolite, interpretate dagli studiosi come tentativi delle comunità premoderne di prevenire il ritorno dei morti, creduti vampiri o revenant. Queste pratiche erano diffuse in varie parti d’Europa, in particolare nell’Est europeo, dalla tarda antichità fino al periodo moderno. Alcuni elementi comuni di queste sepolture includono:

  • Corpi trafitti con paletti: Alcune tombe contengono scheletri che sono stati trafitti con paletti di legno o metallo, apparentemente per fissarli al terreno e impedire loro di “alzarsi” dalla tomba.
  • Pietre o mattoni nella bocca: In altre tombe, ai defunti veniva messa una pietra o un mattone nella bocca, probabilmente per impedire loro di mordere o di “nutrirsi” dei vivi.
  • Decapitazione o inversione del corpo: In certi casi, i corpi venivano decapitati o sepolti a testa in giù, forse per disorientarli o impedire loro di trovare la via per uscire dalla tomba.
  • Legature: Talvolta gli arti dei morti venivano legati o incrociati in modo insolito, possibilmente per limitarne i movimenti.

Queste pratiche riflettono le credenze popolari sull’esistenza dei vampiri o su altri tipi di morti non morti che potessero tornare dal regno dei morti per nuocere ai viventi. Spesso, queste usanze erano radicate in miti locali, superstizioni e nella mancanza di comprensione delle cause naturali di decomposizione dei corpi.

La scoperta di tali tombe offre uno sguardo unico sulle credenze e sui rituali funerari di diverse culture e periodi storici, mostrando come le comunità cercavano di proteggersi da minacce percepite come soprannaturali. Questi ritrovamenti sono oggetto di studio in vari campi, tra cui l’archeologia, l’antropologia, la storia e la folklore.

Alcuni esempi di “tombe dei vampiri” che sono state scoperte in varie parti d’Europa:

  1. Bulgaria: Nel 2012, archeologi hanno scoperto due scheletri medievali con paletti di ferro conficcati nel petto a Sozopol, sulla costa del Mar Nero. Questi ritrovamenti si aggiungono a circa un centinaio di altri simili ritrovati in Bulgaria, dove la pratica di piantare paletti nei corpi per impedire ai morti di tornare come vampiri era comune in passato.
  2. Polonia: Nel 2013, a Gliwice, nel sud della Polonia, sono stati scoperti quattro scheletri con le teste tagliate e poste tra le gambe, un chiaro segno di una sepoltura antivampiro. Tale pratica mirava a impedire ai morti di ritrovare la testa e tornare in vita.
  3. Italia: Nel 2006, durante degli scavi in un’antica necropoli a Venezia, è stata scoperta una tomba del 16° secolo contenente il corpo di una donna con un mattone inserito forzatamente nella bocca, suggerendo che fosse considerata un vampiro. Tale pratica era intesa a impedire ai sospetti vampiri di mordere e nutrirsi di vittime.
  4. Inghilterra: A Wharram Percy, un villaggio medievale disabitato nel North Yorkshire, sono state scoperte prove di sepolture inusuali che suggeriscono pratiche antivampiro. Le ossa mostravano segni di essere state bruciate e tagliate dopo la morte, presumibilmente per impedire ai morti di camminare tra i vivi.

Grazielladwan


Una risposta a “LE TOMBE DEI VAMPIRI”

  1. …per la serie: non si sa mai 😉

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