IL MONASTERO DEI MONACI DEL DIAVOLO

Nel cuore della Campania, incastonati tra le rocce calcaree e i boschi lussureggianti, si ergono i Monti Alburni, una catena montuosa che custodisce misteri e leggende tramandate nel tempo. Tra queste storie spicca quella del fantasma del monastero maledetto, un racconto che affonda le radici nel folklore locale e continua a incantare e spaventare chi osa avventurarsi nelle zone più remote di queste montagne.

Resti del Convento dei monaci del diavolo a Sicignano degli Alburni

Il monastero, di cui oggi rimangono solo rovine nascoste tra la folta vegetazione, fu fondato nel XVII secolo da un ordine monastico la cui identità si è persa nel tempo. La leggenda narra che il monastero fosse stato costruito su un’antica area sacra, dove si credeva fossero avvenuti rituali pagani di grande potenza. La scelta di questo luogo non fu casuale: si pensava che l’energia spirituale del terreno potesse contribuire alla meditazione e alla preghiera dei monaci.

Tuttavia, la pace del monastero fu interrotta da una serie di eventi tragici che ne segnarono la storia.

Il protagonista è un monaco che, secondo la leggenda, viveva nel monastero. Questo monaco, di cui non si conosce il nome, era noto per la sua devozione e il suo fervore religioso. Tuttavia, la sua vita prese una svolta drammatica quando si innamorò perdutamente di una giovane donna del villaggio vicino. Questa relazione era ovviamente proibita, non solo dalle regole del monastero che imponevano il celibato, ma anche dalla morale sociale del tempo.

La donna, descritta nelle storie locali come di straordinaria bellezza e spirito libero, ricambiava l’amore del monaco, e insieme trovarono modi per incontrarsi in segreto. Questi incontri avvenivano nelle cripte sottostanti il monastero o nei boschi circostanti, luoghi che offrivano un rifugio temporaneo dal giudizio del mondo esterno.

La loro storia d’amore non poté rimanere segreta per sempre. Quando venne scoperta, la reazione della comunità monastica fu immediata e severa. Il monaco fu punito con la reclusione nelle segrete del convento e l’ostracismo dalla società religiosa, mentre la donna venne accusata di stregoneria e uccisa durante le sue confessioni.

Da quel momento il monaco divenne diabolico e si vendicò della morte della sua amata.

Cominciarono uccisioni inspiegabili di monaci del convento, tanto che i superstiti fuggirono lasciando come padrone assoluto il monaco imprigionato.

Fu poi la volta di una coppia di viaggiatori, che ignari degli eventi, si fermarono al convento per chiedere riparo per loro e i cavalli dal temporale in corso. Con la luce del giorno la carrozza venne trovata da un contadino in mezzo a un campo, dentro il corpo senza vita dell’uomo con la testa fracassata e non c’era più traccia della donna.

Il signore del posto, ordinò un’indagine per capire chi fosse il killer: l’unico superstite il monaco imprigionato e chiaramente impossessato dal diavolo. Venne condannato all’impiccagione.

Si dice che il fantasma del monaco sia stato visto vagare nei pressi delle rovine del monastero, come se fosse ancora alla ricerca della sua amata, o forse incapace di lasciare il luogo dove ha vissuto i momenti più intensi della sua esistenza. Un altro fantasma, sempre di un uomo disperato nella continua ricerca di sua moglie scomparsa.

Resti del convento

Questi eventi tragici non solo conferiscono al sito un’aura di malinconia e di perdita, ma riecheggiano anche il conflitto universale tra dovere e desiderio, tra le regole imposte e i sentimenti umani profondi. La storia del monaco e della sua amante rimane un potente promemoria di come l’amore possa sfidare le convenzioni, trasformando le vite in leggende che sopravvivono attraverso i secoli.

Da quel momento, il monastero fu considerato maledetto, e molti credettero che gli spiriti tormentati dei monaci assassinati e del loro uccisore vagassero tra le mura del monastero, incapaci di trovare pace.

Negli anni, molti abitanti del posto e visitatori occasionali hanno riferito di aver visto apparizioni e di aver sentito voci e passi nelle vicinanze delle rovine, specialmente di notte, quando il silenzio delle montagne Alburni è più profondo. Alcuni hanno descritto un’ombra nera che si muove veloce tra gli alberi, altri un viso pallido che appare tra le antiche pietre del monastero.

Gli studiosi di fenomeni paranormali e di folklore locale hanno spesso visitato il sito, alcuni scettici, altri più inclini a credere nelle storie. Nonostante le numerose indagini, non è stata ancora fornita una spiegazione razionale che sveli completamente il mistero delle apparizioni.

Altare da preghiera del convento

Grazielladwan

2 risposte a “IL MONASTERO DEI MONACI DEL DIAVOLO”

  1. L’ambientazione m’ispira decisamente.

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    1. Un giretto sul posto me lo farei per provare qualche sensazione

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