
Oggi, commemoro un’anima ribelle e poetica, un visionario che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica e della cultura. Jim Morrison, il Re Lucertola, si è spento il 3 luglio 1971, lasciandoci con le sue parole, la sua musica e il suo spirito indomabile.
Come nella sua canzone “The End”, Jim ci ha portato in un viaggio attraverso i recessi della mente umana, esplorando l’oscurità e la luce, il dolore e l’estasi. Con la sua voce profonda e ipnotica, ci ha condotto in mondi sconosciuti, oltre i confini della realtà quotidiana, invitandoci a esplorare l’ignoto senza paura.
Jim Morrison non era solo un cantante; era un poeta, un filosofo, un simbolo di libertà e ribellione. Ha sfidato le convenzioni e ha abbracciato l’idea che la vita fosse un’esperienza da vivere intensamente, senza compromessi. La sua presenza sul palco era magnetica, capace di catturare e trasformare l’energia del pubblico.
Oggi, rifletto sulla sua eredità e mi rendo conto che Jim Morrison non è mai veramente scomparso. Vive ancora nelle sue canzoni, nelle sue poesie, nei cuori di coloro che continuano a trovare ispirazione nelle sue parole. La sua arte ha superato il tempo, rimanendo attuale e potente, un faro per le generazioni future.
Jim, grazie per averci mostrato che l’arte può essere un’arma potente, un mezzo per esplorare la nostra anima e sfidare le convenzioni.
Questo è il mio tributo a te, Jim Morrison. Anche se questo è “The End”, so che è solo l’inizio del viaggio eterno della tua musica e della tua poesia.
Grazielladwan (c)
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