Qual è un argomento o un problema su cui hai cambiato idea?

Ho cambiato idea su un problema importante: la vincita al Superenalotto
Fermi tutti, perché quello che sto per dirvi potrebbe scioccarvi. C’è una questione fondamentale su cui ho cambiato idea, una di quelle che dividono l’umanità in due fazioni: la “squadra del milione di euro” e i “fan sfegatati del botto”. No, non sto parlando della guerra tra chi mette l’ananas sulla pizza e chi vorrebbe bruciare il ristorante, ma di una questione ancora più seria: la vincita al Superenalotto.
Una volta, come molti di voi, mi accontentavo di pensare al milione di euro. Era semplice, sicuro, rassicurante come una coperta calda in una fredda notte d’inverno. Con un milione di euro? Casa, macchina, vacanze in posti esotici. Basta fila alla posta, niente più Monopoli con i vicini (trappola per arrabbiature), ciao ciao a “pizza fatta in casa”. E magari qualche progetto filantropico per far vedere che sono anche buona.
Poi però… qualcosa è cambiato.
Ho iniziato a riflettere, e sapete cosa? Il milione non basta più. Sì, avete capito bene: non basta. Perché pensavo piccolo, troppo piccolo. Il mio nuovo motto è “il botto o niente”. Voglio strafare, gente! Si parla di una cifra che ti fa scrivere “altro” nello spazio della dichiarazione dei redditi dove ti chiedono “che lavoro fai?”. Una cifra che ti permette di comprare non solo il SUV, ma anche il parcheggio per l’elicottero. Una cifra che ti consente di non scegliere tra il divano comodo e quello stiloso, perché li prendi tutti e due (più uno in pelle di coccodrillo per puro capriccio).
Diciamocelo, con un milione di euro fai solo la versione demo della vita da nababbo. Puoi comprarti una bella casetta, certo, ma se vuoi la villa con piscina, giardino da labirinto e una stanza dedicata solo agli accappatoi? Ti tocca fare i conti anche lì. E che conti vuoi fare? Qui si parla di vivere a braccia aperte, come Leonardo DiCaprio sul Titanic, ma senza l’iceberg a rovinarti la festa.
E allora voglio il botto. Voglio la cifra che ti fa sentire come una rockstar, che ti consente di comprare un’isola e nominarla in tuo onore. Non voglio limitarmi a viaggiare in prima classe. Voglio l’aereo privato. Voglio una vita da film di James Bond, ma senza dover combattere contro cattivi che vogliono far esplodere il pianeta. Voglio le caramelle nel distributore senza gettoni, voglio le scarpe con le ali e, perché no, un pavone che mi svegli al mattino con un canto melodioso, addestrato da uno specialista in pavoni pagato a peso d’oro.
Tutto o niente. Questo è il mio nuovo credo. Perché puntare al “giusto” quando puoi puntare a “tutto”? Non voglio più galleggiare nella normalità, voglio nuotare nel mare della follia. E se il Superenalotto non mi dà tutto, beh… aspetterò. Prima o poi il jackpot scoppia, e io sarò lì, pronta con il mio yacht parcheggiato sotto casa, ad accendere un sigaro con una banconota da 500 euro. Sempre che non mi venga voglia di comprare direttamente l’intera zecca di stato.
Insomma, se vincete il milione e siete felici? Buon per voi. Ma io ormai voglio strafare. Il Superenalotto mi deve il botto, e fino ad allora, continuerò a giocare e sognare in grande. Perché, ragazzi, il botto è tutto, il resto… è solo pizza senza ananas.
P.S.: Perché anche se ci litighiamo sopra, sappiamo tutti che alla fine la pizza, con o senza ananas, la mangeremo lo stesso.
E anche per questa volta ho risposto in modo adeguato alla domanda del giorno 🙃🤣.
Grazielladwan (c)
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