
Capitolo 4: Scatti proibiti

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Mersin, Turchia. Karen ignora il divieto e fotografa di nascosto la Sala 2. Nel silenzio dell’hotel, una scritta affiora dalla tenda: Mia Regina.
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La regola infranta
“Niente foto senza autorizzazione.” La frase le pesava addosso, ma Karen non era lì per obbedire. In Sala 2, nascosta dietro una colonna, scattò immagini in modalità silenziosa: angoli, targhe, porte a battente, mani guantate. Nessun volto.
Ritorno in hotel
A due isolati dal lungomare, l’hotel moderno le offrì una camera singola ordinaria. Chiuse la porta, accese il portatile e iniziò a scaricare i 143 scatti. Li controllò uno a uno, alla ricerca di dettagli.
L’ombra e la scritta
Una porta a battente rivelò, tra riflessi metallici, un’ombra verticale che scompariva nello scatto successivo. Poi, la tenda in PVC della sala refrigerata: graffi, opacità, e… tre parole che sembravano incise: MIA REGINA.
Confusione e certezza
Karen sentì il gelo salirle lungo le mani. Una parte di lei cercava una spiegazione razionale; l’altra, più antica, sapeva che non era un caso. Il messaggio era per lei, e non le sembrava affatto strano.
I tre colpi
Salvò il file, chiuse il portatile e si lasciò cadere sulla sedia. Il soffio del condizionatore, il traffico lontano… e poi tre colpi netti alla porta. Lenti. Precisi.
Continua nel Capitolo 5…
Questo racconto è un’opera di pura invenzione. Ogni riferimento a persone, luoghi o eventi reali è puramente casuale.
Grazielladwan (C)
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