Un matrimonio ” complicato “

Nell’ultimo viaggio che ho fatto in Giordania, ho avuto l’onore di poter essere presente durante una “trattativa di matrimonio”, anticipo subito senza esito positivo, ma proprio per questo ho deciso di analizzare questa usanza, ancora ben radicata nella società araba, in tutte le classi sociali.
Inizio con il dire che la vita sociale fra uomini e donne è separata ad ogni età a partire dall’inizio della pubertà . È infatti in questo periodo che bambini e bambine che prima giocavano assieme vengono separati, le ragazze generalmente, iniziano a coprirsi i capelli e diventano così proibite ai maschi anche di casa , perché è concesso il matrimonio fra cugini primi. Quasi sempre le famiglie di tipo patriarcale vivono con tutti i figli sotto un unico tetto, da qui la necessità di separare i due generi.
Inizia poi il periodo della scuola superiore e dell’università, qui ragazzi e ragazze si conoscono, si frequentano,ma mai da soli . È proprio in questo periodo che le famiglie delle ragazze iniziano ad informarsi sulla presenza di ragazzi scapoli da sposare, per contro le famiglie dei maschi che hanno finito gli studi, si sono ” divertiti” per alcuni anni e hanno infine un lavoro, si prodigano a far conoscere a più persone le doti dei figli, così da essere presi in considerazione dalle famiglie delle femmine.
Entriamo nel dettaglio di come avviene “la trattativa” :
Chiamerò la ragazza con un nome di fantasia: Fatima.
Se i due ragazzi non si conoscono, sarà premura delle famiglie, che per vie traverse vengono a conoscenza di un bravo ragazzo e di una ragazza per bene, farli incontrare. Sono sempre le donne di famiglia, se ci sono le sorelle altrimenti zie, cognate, cugine, a gestire tutti gli incontri, perché saranno più di uno.
Il primo incontro, quello a cui ho assistito e avvenuto tra Fatima e sua madre Marta con le due donne della famiglia del ragazzo, le sue sorelle, con lo scopo di far vedere Fatima ed escludere difetti fisici, mi raccontavano le donne che una volta venivano eseguiti piccoli test per assicurarsi ad esempio che la futura sposa non fosse cieca: facevano cadere un fazzoletto per terra, per vedere se lo avesse raccolto oppure offrivano loro un pistacchio per vedere se si fosse accorta o no del guscio. L’incontro è avvenuto in casa di Fatima, abbiamo passato la mattinata a preparare dolci e bevande da offrire alle due sorelle di Samir, il pretendente. Fatima si è vestita a festa, ha messo i gioielli più belli e siamo andate dalla parrucchiera, essendo un incontro fra donne non è necessario coprirsi i capelli. Nella stanza più bella della casa abbiamo ricevuto le due donne. Il primo impatto con Anna e Sara è stato complicato , non si aspettavano la presenza di una straniera, per di più di famiglia e non musulmana, io infatti sono la moglie dello zio di Fatima, il più vecchio dei fratelli e come tale godo di alcuni privilegi che le altre cognate non hanno, ad esempio quello di consigliare Fatima sulla sua scelta. Passato l’imbarazzo Anna e Sara si sono rivelate due piacevoli oratrici, con notevoli doti poetiche, infatti i loro discorsi erano veri panegirici a favore del fratello. Samir possiede assieme al padre, la madre è morta da molti anni, un negozio di mobili, è diplomato e non ha mai voluto conoscere altre ragazze, questo dovrebbe essere un punto a suo favore, è un bravo ragazzo senza grilli per la testa e rispetta le donne, anche questo dovrebbe essere un punto a suo favore perché vuol dire che non sposerà altre donne assieme a Fatima, visto che l’Islam ne permette quattro. Noto subito che Fatima non è convinta, con gli occhi mi fa capire che non è interessata a conoscere Samir. Dopo un paio di ore, un tè accompagnato da salatini, una spremuta con i dolci preparati nella mattinata ed un caffè , tutto in questa sequenza, le due donne se ne sono andate chiedendomi di intercedere con la ragazza, avevo guadagnato la loro stima.
Arriva il ” no” di Fatima: ” hai visto! Sara aveva i pantaloni scuciti e non è andata dal parrucchiere, come potrà essere il loro fratello se non uguale?” Marta, sua madre, mi guarda e poi dice a Fatima : ” non sei obbligata, ma devi comunque conoscerlo!”. Questo vuol dire che almeno il secondo incontro dovrà esserci, Fatima e Samir dovranno almeno conoscersi.
Il secondo incontro è avvenuto in un giorno che io non ero in casa, per mia scelta, avevo capito che la mia presenza rendeva Fatima più ribelle, non volevo essere dannosa, la scelta dovrà essere solo sua.
I due ragazzi si sono conosciuti, ma l’esito non è variato. Questo matrimonio non si farà !
Sono rimasta affascinata ed allo stesso tempo indignata di questa usanza che come ho anticipato è radicata in tutti i ceti sociali, anche quando i due futuri sposi si conoscono già prima dell’incontro famigliare. È accettata e voluta da tutte le ragazze, si sentono, a detta di Fatima : ” al centro dell’attenzione “, non potrebbero decidere diversamente il loro matrimonio.
Mia nonna mi raccontava storie simili, un tempo anche nel nostro mondo le ragazze non potevano vedere i ragazzi da sole ed era normale che venisse chiesta la loro mano tramite intercessione intra ed extra famigliare. Tempi passati, noi ne li abbiamo vissuti, ne li ricordiamo, non ne parlano i libri di storia, sono solo racconti narrati dai più anziani, quasi senza verità.
Graziella

Informazioni su grazielladwanhttps://grazielladwan.wordpress.comSono animalista, antispecista e mi batto per diritti animali e umani.

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