Descrivi una fase della vita a cui è stato difficile dire addio.

L’OSPEDALE ITALIANO DI AMMAN, IN GIORDANIA.
Lavorare come strumentista di sala operatoria all’Ospedale Italiano di Amman, in Giordania, è stato un po’ come essere catapultata in una serie TV medica, ma più come M.A.S.H. che Grey’s Anatomy, con il vantaggio aggiunto di non dover mai preoccuparmi di spoiler per la prossima stagione. Ogni giorno era un episodio pieno di drammi, risate, e un cast di personaggi che neanche il miglior sceneggiatore avrebbe potuto inventare.
Il mio ruolo? L’esperta di strumenti. Non quelli musicali, ma quasi. In sala operatoria, la mia orchestra era composta da pinze, forbici, e bisturi, e io ero la maestra concertatrice che assicurava fossero sempre pronti per l’azione. E se pensate che tenere traccia di tutti quegli strumenti sia facile, provate a farlo mentre intorno a voi si svolge una sinfonia di richieste, urgenze, e la sporadica battuta per alleggerire la tensione, sempre in arabo 😨.
L’addio a questo mondo, in cui ogni giorno era una miscela unica di sfide e soddisfazioni, non è stato facile. Come si lascia un posto che ti ha insegnato così tanto, che ti ha fatto ridere, piangere e crescere, sia professionalmente che personalmente?
Ma la vita ha un modo tutto suo di scrivere le sceneggiature, e il mio prossimo capitolo mi aspettava. Anche se ho detto addio all’Ospedale Italiano, non ho mai realmente lasciato la Giordania. Ogni anno, il richiamo della famiglia di mio marito mi riporta lì.
Così, mentre potrei raccontarvi del dolore di quell’addio, preferisco condividere la gioia e le risate che quell’esperienza mi ha regalato. Perché, alla fine, sono i momenti felici a rendere dolce il ricordo di una fase così importante della mia vita.
Grazielladwan
Lascia un commento