CINEVISIONI E SOSPETTI DI TSO

Il triangolo delle serie soprannaturali:

The vampire diaries – The originals – Legacies

Locandina della serie

C’è un momento nella vita di ogni amante delle serie TV in cui bisogna affrontare la dura verità: non tutte le storie possono rimanere eterne, nemmeno quelle sui vampiri. Oggi vi porto con me in un viaggio attraverso tre serie che hanno risucchiato (ehm…) ore del mio tempo libero e forse anche un pezzettino della mia anima: The Vampire Diaries, The Originals e Legacies.

##The Vampire Diaries: Amore, sangue e drammi adolescenziali##

Ah, Mystic Falls. Un posto dove il tasso di mortalità è più alto del numero di feste scolastiche organizzate. E fidatevi, lì le feste sono tante. The Vampire Diaries è stato il primo morso, quello che mi ha fatta innamorare perdutamente. Tra triangoli amorosi degni di una telenovela brasiliana e plot twist più imprevedibili di una partita di poker con Klaus, questa serie ha avuto tutto: mistero, azione, e quei due fratelli Salvatore…

Damon e Stefan, il duo che ha fatto impazzire il fandom, rappresentano il perfetto mix tra dannazione sexy e redenzione struggente. Chi non ha mai pensato almeno una volta: “Okay, ma se fossero entrambi miei, sarebbe poi così sbagliato?”.

E non dimentichiamo Elena, la ragazza più sfortunata d’America (o forse solo con le peggiori amicizie soprannaturali di sempre). TVD ha saputo regalare colpi di scena, amori epici e momenti di puro: “Perché sto piangendo di nuovo?”.

Locandina della serie

##The Originals: la dinastia dei drammi familiari ##

E poi arrivano loro. I veri Re e Regine del dramma familiare: i Mikaelson. The Originals non è solo uno spin-off, è una vera e propria saga greca mascherata da serie soprannaturale. Ambientata nella misteriosa e affascinante New Orleans, questa serie ha trasformato Klaus, il vampiro ibrido più tormentato e affascinante mai visto su schermo, da villain a eroe tragico in cerca di redenzione (spoiler: con Klaus, la redenzione è sempre una montagna russa emotiva).

Elijah, con il suo completo sempre impeccabile anche nel mezzo di una guerra soprannaturale, e Rebekah, la sorella che merita solo di essere felice ma non lo sarà mai (perché, dai, parliamo di questa famiglia!), hanno aggiunto profondità a una serie che, ammettiamolo, ha alzato l’asticella del drama.

The Originals ha preso l’essenza di TVD e l’ha reso più oscuro, più intenso e, diciamolo, decisamente più adulto. Un vero e proprio cocktail letale di vendetta, lealtà e quel tocco gotico che ti fa pensare: “Forse vivere con i vampiri a New Orleans non sarebbe così male”.

Locandina della serie

Legacies: la scuola dei miracoli che proprio non ha convinto

Ed eccoci qui. Quando pensavo di essere pronta a tornare nel mondo magico con Legacies, mi ritrovo invece in qualcosa che assomiglia più a una versione soprannaturale di High School Musical (senza le canzoni a salvarmi).

L’idea era anche carina: i figli delle leggende devono affrontare le loro eredità (appunto, Legacies). Hope Mikaelson, figlia di Klaus, è un personaggio con un potenziale incredibile. Eppure… qualcosa non ha funzionato. Men che meno con le due sorelle Saltzman: Elisabeth e Josette, figlie biologiche di Alaric e Josette, ma cresciute nel ventre di Caroline Forbes. Magari il problema è stato il tono troppo leggero, le trame troppo “mostro della settimana”, o forse semplicemente perché, dopo il carico emotivo di The Originals, vedere Klaus ridotto a un ricordo con glitter e moralismi adolescenziali fa un po’ male al cuore.

La verità? Se The Vampire Diaries è stato il grande amore e The Originals la passione travolgente, Legacies sembra quel terzo appuntamento che accetti solo perché “magari migliora col tempo”. Spoiler: non migliora.

Conclusione: Una saga di alti, bassi e drammi epici

Diciamolo chiaro: The Vampire Diaries e The Originals sono stati un’esperienza di pura dipendenza, con emozioni forti e personaggi indimenticabili. Legacies… beh, almeno ci ha regalato qualche momento carino, ma non è riuscita a catturare quella magia oscura e profonda che ci aveva incollati allo schermo.

Eppure, questa trilogia rimane un capolavoro per chi ama il dramma soprannaturale con una dose massiccia di tormento esistenziale. Alla fine, forse è proprio questo che ci piace: non tanto i vampiri, ma la sensazione di essere risucchiati in un mondo dove l’amore è eterno, la lealtà viene messa alla prova… e il dramma? Sempre dietro l’angolo.

Alla prossima CNEVISIONE E SOSPETTI DI TSO…e ricordate: se i vostri amici iniziano a prendere fuoco al sole, forse è ora di farsi due domande… o accendere Netflix…o Prime Video. 😜

Grazielladwan (C)

2 risposte a “CINEVISIONI E SOSPETTI DI TSO”

  1. “Questa serie ha trasformato Klaus, il vampiro ibrido più tormentato e affascinante mai visto su schermo, da villain a eroe tragico in cerca di redenzione”. Be’, un’idea originale: chi l’ha mai sentita, da Buffy in giù?🤣

    Comunque non perdonerò mai Twilight per aver spalancato la porta alla “dark romance”, che ha rovinato una delle figure più affascinanti e sfaccettate della letteratura gotica, e cioè il vampiro.

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    1. E come darti torto 😅su Twilight… 🤣

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