
Lost – La serie che ci ha perso tutti (e non ci ha mai più ritrovati)

Coso…Chi l’ha vista sa di che coso parlo.
Ci ho messo un po’, ma ci sono arrivata. La serie delle serie, quella che ha creato un prima e un dopo.
Se pensavate che la vostra vita fosse un gran casino, è solo perché non vi siete mai svegliati su un’isola deserta piena di orsi polari, fumo nero assassino e misteriosi numeri del Superenalotto che portano solo sfiga.
Lost è quella serie che abbiamo iniziato tutti pensando: “Dai, sarà tipo Cast Away ma con la speranza che almeno uno sappia fare un falò”. E invece ci siamo ritrovati a seguire sei stagioni di personaggi che non hanno mai capito dove fossero, mentre noi da casa urlavamo “Ma scavate una fossa e lasciate lì Jack, per l’amor del cielo!”
La trama (almeno quella che ci ricordiamo)
Un aereo cade. Sì, anche qui. Ma invece di morire tutti subito (spoiler: sarebbe stato più semplice), si risvegliano su un’isola che ha più misteri di una puntata di Chi l’ha visto. E fin qui ci sta.
Poi arrivano:
• gli Altri (non quelli che parcheggiano sotto casa vostra, peggio);
• le visioni dei morti (con i morti che sembrano più attivi dei vivi);
• i viaggi nel tempo (perché farsi del male era troppo poco);
• una botola con un tizio che deve pigiare un tasto ogni 108 minuti (perché si sa, la gestione dell’ansia è fondamentale).
I personaggi (ovvero: la sagra del “Ma questo chi cavolo è?”)
• Jack, il medico con la sindrome del salvatore di anime perse (letteralmente);
• Kate, divisa tra più uomini che tra più outfit;
• Sawyer, il bad boy che ci ha fatto rivalutare la definizione di “stronzo irresistibile”;
• Locke, quello che non vedeva l’ora di diventare sciamano a tempo pieno;
• Hurley, che con la sola forza della sua sfiga ci ha regalato i numeri maledetti più famosi della TV.
E poi ci sono gli Altri, che sembravano dei boy scout sadici e Jacob, entità misteriosa che in confronto Dio del Vecchio Testamento era uno che rispondeva su WhatsApp.
Il finale (sì, parliamone… o forse no)
Dopo sei stagioni di flashback, flashforward e flash-sideways, arriviamo al gran finale. Finalmente tutto ci verrà spiegato!
Scherzavo.
Il finale di Lost è come quando inviti la gente a cena e alla fine del pasto scoprono che non c’è il dolce. Anzi, c’è… ma è un budino di soia scaduto.
Spoiler inutile perché tanto lo avete già letto da qualche parte: erano tutti morti? Boh. Forse. In parte. Dipende. Chi lo sa? L’importante è che abbiamo pianto, ci siamo arrabbiati, abbiamo googlato “Lost spiegazione finale” e poi abbiamo chiuso tutto dicendo: “Vabbè, era meglio se morivano subito nell’incidente.”
Perché amarla lo stesso?
Perché ci ha dato meme, teorie assurde, e la certezza che il nostro senso dell’orientamento è comunque meglio di quello degli sceneggiatori di Lost.
E perché, nonostante tutto, ogni tanto ci mancano quei momenti davanti alla TV a gridare “Ma perché diavolo non usano la radio?!?”
Ma alla fine… chi se ne frega, è stato un viaggio incredibile.
Adesso ditemi, voi da che parte stavate? Team “Lo amo” o Team “Bruciamo la sceneggiatura”?
Grazielladwan (C)
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