18.446.744.073.709.551.615

La leggenda degli scacchi.

Lo so.
Lo sento già.

“Ma come, adesso parliamo di scacchi? Niente vampiri, streghe, entità demoniache che possiedono corpi innocenti?”

Tranquilli. C’è comunque qualcuno che viene distrutto.
Solo che questa volta è… un re. E pure con eleganza.


La leggenda racconta che un brillante inventore di nome Sessa, presentò al sovrano il gioco degli scacchi. Il re, entusiasta, gli chiese quale ricompensa desiderasse.

Ed è qui che nasce il capolavoro.

L’uomo, con aria innocente -già qui doveva scattare l’allarme- rispose:
“Mi basta un chicco di grano sulla prima casella della scacchiera. Poi due sulla seconda, quattro sulla terza… e così via, raddoppiando fino alla sessantaquattresima.”

Il re, quasi offeso per la pochezza della richiesta accettò subito.

Errore fatale.


Perché il problema non sono i primi chicchi.
Il problema è quando inizi a raddoppiare.

E poi continui.
E continui.
E continui ancora.

Fino a quando qualcuno, molto pallido, si avvicinò al trono e sussurrò:

“Maestà, di questo passo finiremo il grano.”

“Come sarebbe a dire?”

“Finito tipo… tutto.”


Il totale richiesto era questo:

18.446.744.073.709.551.615 chicchi di grano

Sì, puoi rileggere.
No, non è un refuso.
Sì, il re avrebbe fatto prima a regalargli il regno, la corona e probabilmente anche le pantofole.

Il Paradosso Matematico

Dopo diversi giorni, i matematici di corte riferirono al re che era impossibile soddisfare la richiesta. La quantità totale di chicchi necessaria per completare la scacchiera è data dalla somma di una progressione geometrica: 

∑i=0632i=264−163𝑖=02𝑖=264−1

Il risultato è l’astronomica cifra di 18.446.744.073.709.551.615chicchi, pari alla quantità che servirebbe per ricoprire l’intero pianeta.


La morale?

Gli scacchi sembrano un gioco tranquillo. Silenzioso. Educato.
Due persone sedute, un po’ di legno, qualche pezzo che si muove piano.

Poi scopri che dietro c’è una trappola matematica perfetta.
E che basta una richiesta apparentemente innocente per mandare in bancarotta un intero regno.

Altro che demoni.

Qui il vero mostro è… la matematica. 😅


8 risposte a “18.446.744.073.709.551.615”

  1. Gli scacchi affinano molto l’intelligenza e anche la previdenza, nel senso che ti allenano a prepararti ad ogni eventualità e ad ogni possibile mossa del tuo avversario (anche al di fuori degli scacchi).

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    1. Eh, saperci giocare… 🙏🏻👋🏻📚

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  2. Il finale mi ha fatto scoppiare a ridere 🤣. Comunque non sono d’accordo, la matematica mi è sempre piaciuta, anche da quando ho scoperto questa storia, raccontata in prima media da una professoressa che voleva darci intuire la vertigine della progressione geometrica… E comunque, si possono fare cose molto interessanti, con la matematica: lo dico da illusionista, ed anche da lettore appassionato che, nel Nome della rosa, ha trovato quel suadente “senza matematica non fai labirinti”.

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    1. Concordo con Eco sui labirinti, ma in quanto io e la matematica mmmmm… studiata a forza per questioni lavorative-le dovevo fare due diluizioni 😅- per il resto, i miei studi sono stati prettamente letterari. Una branca che proprio detesto con tutto il mio piccolo cervello è la statistica. Comunque grazie e sono felice di averti fatto iniziare o finire la giornata ridendo. 👋🏻

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      1. Diluizioni? Adesso mi hai incuriosito! Sulla statistica però concordo, è ancora capace di fregarmi, spesso. Avendoci a che fare per gli studi clinici, però, ho imparato a capire almeno quella.

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      2. Certi farmaci li devi diluire = formule di diluizione infermieristica

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      3. Ah, ok! Be’ dai, potenzialmente potremmo lavorare insieme allora, io sono medico :-).

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      4. Lo so che sei medico, o almeno l’ho capito da alcuni tuoi post. Io sono una strumentista, ma da anni faccio solo privato.

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