Oggi tocca a un gigante
🎼 L’ALMANACCO DEL GIORNO — 18 SETTEMBRE
🎸 NOTE — JIMI HENDRIX
Il 18 settembre 1970 moriva a Londra Jimi Hendrix.
Aveva ventisette anni.
E qui potremmo cominciare con la leggenda maledetta, il Club dei 27, gli eccessi e tutto ciò che negli anni è stato costruito intorno alla sua morte.
Ma oggi facciamo il contrario.
Parliamo di quello che faceva quando era vivo.
Perché Hendrix non si limitava a suonare la chitarra elettrica.
Sembrava voler scoprire fin dove poteva arrivare.
Distorsioni, feedback, pedali, amplificatori spinti oltre ciò che normalmente si considerava un suono “pulito”: rumori che per altri musicisti erano problemi, nelle sue mani potevano diventare musica.
Hendrix era mancino e spesso suonava una Fender Stratocaster destinata ai destrimani, girata e riaccordata.
Già soltanto guardarlo dava l’impressione che qualcuno avesse deciso di utilizzare lo strumento senza aver letto il manuale delle istruzioni.
Probabilmente perché non gli serviva. 😏
Nel 1967, al Monterey Pop Festival, durante Wild Thing, incendiò la propria chitarra sul palco.
Poi arrivò Woodstock.
Era il 18 agosto 1969, lunedì mattina. Hendrix era stato programmato come ultimo grande artista del festival, ma ritardi e problemi organizzativi avevano fatto slittare la sua esibizione. Gran parte dell’immensa folla del weekend se n’era ormai andata.
Davanti a chi era rimasto, Hendrix suonò The Star-Spangled Banner, l’inno nazionale americano.
Ma non fu un’esecuzione normale.
La sua chitarra trasformò la melodia: feedback, distorsioni e suoni lancinanti si insinuarono fra le note dell’inno. In un’America attraversata dalla guerra del Vietnam e dalle proteste, quell’esecuzione divenne una delle immagini sonore più celebri della controcultura.
Hendrix spiegò successivamente di non aver voluto trattare l’inno come una provocazione: disse semplicemente di averlo trovato “beautiful”.
Forse è proprio questo a renderlo ancora più interessante.
Non aveva bisogno di spiegare la chitarra.
La faceva parlare.
In pochi anni lasciò brani come Purple Haze, Hey Joe, Little Wing, Voodoo Child e The Wind Cries Mary.
E una versione di All Along the Watchtower talmente personale che molti finirono quasi per dimenticare che la canzone era stata scritta da Bob Dylan.
Hendrix morì quando la sua ricerca musicale sembrava tutt’altro che conclusa. Aveva appena realizzato a New York il suo studio, Electric Lady, e stava esplorando nuove direzioni musicali.
Non sapremo mai che cosa avrebbe suonato a quaranta, cinquanta o sessant’anni.
Gli bastarono pochissimi anni.
Prima di Hendrix esisteva la chitarra elettrica.
Dopo Hendrix esisteva ancora.
Solo che nessuno poteva più ascoltarla nello stesso modo.
E per favore: oggi niente esperimenti con Stratocaster e accendini.
Woodstock è finito da un pezzo e i Vigili del Fuoco hanno sicuramente altro da fare. 🔥🎸
Grazielladwan
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