NON È UN CADAVERE…È SOLO IN ATTESA

Un racconto a episodi di Graziella Simeone Adwan.

Primo episodio

La polvere aveva ormai coperto ogni angolo del sito archeologico. Elena, china su una strana capsula metallica incastonata tra le rocce, passò il pennello con una delicatezza quasi materna sulla superficie incisa di simboli sconosciuti. Il cilindro, seppellito da millenni, era stato rinvenuto per caso durante una spedizione ordinaria a Petra, in Giordania. Eppure, tutto in quella scoperta gridava che niente era ordinario.

Il collega di Elena, Jonas, si avvicinò, cercando di decifrare i glifi alieni che decoravano il metallo.

“Non sembrano iscrizioni Nabatee,” commentò Jonas, toccando le incisioni con le dita tremanti. “Anzi… non sembrano proprio umane.”

Elena annuì, il cuore accelerato dall’emozione e da un inspiegabile presentimento. Aveva sempre creduto che Petra nascondesse più di quanto si potesse vedere, ma mai avrebbe immaginato una scoperta così… ultraterrena.

Dopo ore di lavoro, riuscirono a sollevare la capsula. Con cura, la aprirono, rivelando il suo contenuto: una figura alta e snella, avvolta in una sorta di bozzolo traslucido. La pelle, simile a quella umana ma di un pallore inquietante, era intatta. Il volto affilato e gli occhi chiusi, come in un sonno profondo.

Jonas fece un passo indietro, sbalordito. “Sembra un cadavere, ma è perfetto. Nessuna decomposizione, niente segni di morte.”

“Non è un cadavere,” mormorò Elena, quasi a convincere sé stessa e a rispondere a quella strana voce che sentiva nella sua testa. “È solo… in attesa.”

Jonas la guardò incapace di parlare.

Un’iscrizione, appena visibile, apparve ai piedi dell’essere. Con il cuore in gola, Elena ascoltò nuovamente la voce e lesse.

Quando i mondi saranno allineati il varco si aprirà.

“Jonas… questo è un… avvertimento.” Disse con un filo di voce Elena.

Jonas deglutì, colto da un senso di inquietudine. “Allineamento dei mondi? Vuoi dire un evento astronomico? Marte, Giove, Venere? O che altro?”

Elena annuì. “Forse questi allineamenti creano una porta tra i mondi… e lui è qui per aprirla.”

“Come fai ad esserne così certa, Elena?”

“Lo sento dentro di me…mi parla…riesco a capirlo…”

Jonas sospirò profondamente emettendo un leggero singhiozzo.

All’improvviso, il corpo all’interno della capsula ebbe uno spasmo. Gli occhi, di un nero profondo, si aprirono lentamente, fissandoli con un’intensità spaventosa. Non era vivo nel senso umano del termine, ma emanava un’energia densa e antica, come se fosse il respiro stesso del tempo.

“È in attesa dell’inizio della conquista,” sussurrò Elena, le mani tremanti. “Il suo risveglio è solo un segnale. Il vero orrore… sta arrivando.”

Nixar, il suo nome inciso sul cilindro, li fissava come se loro fossero i suoi primi prigionieri. Il primo passo di una missione dimenticata, programmata per distruggere e colonizzare…

Grazielladwan (C)

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