Episodio nove: La biblioteca degli smarriti.

Piccola nota di servizio.
Per un mio errore ho pubblicato prima l’episodio 10 del 9. 😅
Quindi, eccovi sotto l’episodio nove.
Un grazie di cuore a chi ha avuto la gentilezza di farmelo notare. Sono queste piccole segnalazioni che mi aiutano a mantenere il blog in ordine.
E adesso possiamo tornare a seguire Alaric e Mirella con la storia sensata! 🦇🧟♀️
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La Biblioteca degli Smarriti si trovava oltre le Grotte dell’Inverso.
Secondo Obiit era vicina.
Il che significava probabilmente lontanissima.
— Quanto dista? – domandò annoiato Alaric.
— Due giorni.
— Quindi?
— Una settimana.
— Lo odio — disse Mirella.
— È reciproco — rispose Obiit.
— State diventando amici – sghignazzo il vampiro.
Nessuno dei due rispose al sarcasmo dell’immortale.
Partirono il mattino seguente.
Il necromante aveva insistito per accompagnarli.
— Per aiutarci?
— No.
— Quindi sì.
— Forse.
— Perfetto.
Dopo tre giorni di viaggio arrivarono davanti a una costruzione enorme. Sembrava una cattedrale. Migliaia di finestre. Torri storte percorse da ccalini che portavano in direzioni prive di senso.
Sopra l’ingresso campeggiava una scritta.
BIBLIOTECA DEGLI SMARRITI
Sotto, più piccola:
SE SAPETE COSA STATE CERCANDO SIETE NEL POSTO SBAGLIATO
— Meraviglioso — disse Mirella.
— È peggio di quanto sembri — rispose Obiit.
— Come fai a saperlo?
— Ci ho lavorato.
Silenzio.
— Cosa?
— Tre secoli.
— Hai lavorato qui?
— Ho dato le dimissioni.
— Ti hanno licenziato?
— Sì.
— Lo sapevo.
L’interno era immenso, con scaffali alti fino al soffitto, ponti sospesi, scale che si muovevano da sole.
C’erano dei che cambiavano posto, altri che litigavano, alcuni russavano.
Mirella si fermò davanti a uno scaffale incuriosita da un volume stava insultando un’enciclopedia.
— Non voglio sapere.
— Scelta saggia — disse Obiit.
Poi una figura comparve tra gli scaffali, era alta, magrissima, vestita di grigio e portava dei buffi occhiali con le lenti a forma di cuore.
— Benvenuti.
— Salve — disse Alaric.
— Cosa avete perso?
— Nulla.
— Allora siete nel posto sbagliato.
— Cerchiamo un libro.
— Tutti cercano un libro in questo posto.
— Il Cuore dell’Inconsumabile.
Silenzio.
Il bibliotecario impallidì. Persino i libri smisero di litigare.
— Ah.
— Lo conoscete?
— Purtroppo.
— È qui?
— Assolutamente no.
Obiit sorrise.
— Quindi sì.
Il bibliotecario chiuse gli occhi.
— Detesto quelli delle Grotte – grugnì il bibliotecario, girando verso una porta.
Li condusse in una sala privata. Al centro della stanza si trovava un enorme registro, appoggiato su un leggio dotati di ali.
Il bibliotecario lo aprì e le pagine iniziarono a sfogliarsi da sole. Sempre più velocemente. Finché si fermarono.
Una sola riga comparve sulla carta.
CUORE DELL’INCONSUMABILE
POSIZIONE ATTUALE: SCONOSCIUTA
— Fantastico — disse sarcastica Mirella.
— Essere senza pazienza, aspetta – la redarguì Obiit.
Sotto comparve una seconda riga, lentamente, come se l’inchiostro si stesse scrivendo da solo.
ULTIMO AVVISTAMENTO: REPARTO DEI LIBRI IMPOSSIBILI
Nessuno parlò.
Poi il bibliotecario sussurrò:
— Oh no.
— Cosa? — chiese Mirella.
— Nessuno entra nel Reparto dei Libri Impossibili.
— Perché?
— Perché i libri leggono voi.
Silenzio.
— E cosa succede?
Il bibliotecario guardò Alaric.
Poi Mirella.
Poi Obiit.
— Dipende da quanto vi piace la verità.
E per la prima volta da quando aveva iniziato a perdere pezzi, Mirella ebbe la sensazione che la decomposizione fosse il problema meno grave della settimana.

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