
🎼 L’ALMANACCO DEL GIORNO — 23 SETTEMBRE
🎹 NOTE — RAY CHARLES
Il 23 settembre 1930 nasceva ad Albany, in Georgia, Ray Charles Robinson.
Il mondo lo avrebbe conosciuto semplicemente come Ray Charles.
E qualcuno avrebbe finito per chiamarlo The Genius.
Cominciò a suonare il pianoforte quando era ancora piccolissimo.
A sei anni iniziò a perdere la vista a causa di un glaucoma e divenne completamente cieco durante l’infanzia.
Ma alla scuola per ragazzi sordi e ciechi di St. Augustine studiò musica seriamente. E non soltanto pianoforte. Imparò a suonare anche sassofono, clarinetto, tromba e organo e studiò composizione leggendo e scrivendo musica in Braille.
Poi fece una cosa che oggi sembra normalissima, ma negli anni Cinquanta lo era molto meno.
Cominciò a mescolare tutto.
Blues.
Jazz.
Gospel.
Rhythm & blues.
Country.
Rock.
Il gospel, soprattutto, apparteneva alla musica religiosa. Ray Charles ne prese strutture, intensità e il caratteristico dialogo tra voce principale e coro e li portò dentro la musica popolare.
Il risultato contribuì alla nascita di qualcosa che avrebbe avuto un nome preciso:
soul.
Arrivarono brani come I Got a Woman, What’d I Say, Hit the Road Jack, Unchain My Heart e la sua celeberrima interpretazione di Georgia on My Mind.
Ma Ray Charles aveva un’altra caratteristica.
Non gli interessavano molto i confini musicali.
Nel 1962 pubblicò Modern Sounds in Country and Western Music.
Un musicista afroamericano proveniente dal gospel, dal blues e dall’R&B che affrontava apertamente il repertorio country.
Sulla carta sembrava una scelta quantomeno azzardata.
Funzionò.
E contribuì ulteriormente ad abbattere le pareti tra generi musicali che l’industria discografica preferiva tenere ben separati.
Ray Charles avrebbe continuato a fare musica per oltre mezzo secolo.
Jazz, blues, soul, pop, country.
Perché probabilmente aveva capito una cosa molto semplice:
la musica non sa leggere le etichette che le mettiamo sopra.
Lui stesso spiegava il proprio rapporto con essa in maniera ancora più semplice:
«Sono nato con la musica dentro.»
E ascoltandolo viene difficile contraddirlo.
Quindi oggi festeggiamo Ray Charles.
Grazielladwan
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