FINCHÉ MORTE NON CI SEPARI

Episodio cinque: in viaggio con una zombie (e tanto altro)

La carrozza lasciò le ultime strade abitate poco dopo il tramonto.

Alaric aveva studiato il percorso per giorni.

Mirella alla fine aveva portato la padella.

Entrambi erano convinti di avere ragione.

Alaric decise di rinunciare a fare ulteriori domande. Dopotutto aveva già accettato di viaggiare con una zombie. Bisognava sapersi accontentare.

Verso mezzanotte raggiunsero una piccola taverna isolata ai margini di una foresta.

L’insegna recitava:

“Alla Zucca Mesta”

Dentro sedevano creature di ogni genere.

Una strega giocava a dadi con un fantasma.

Un licantropo russava sotto un tavolo.

Un uomo con tre braccia mangiava una zuppa usando tre cucchiai diversi.

In fondo alla sala, immerso in una gigantesca zuppiera, dormiva un goblin.

— È lui — disse Alaric. — Se qualcuno conosce la strada per le Grotte dell’Inverso, è quel disgraziato.

Il goblin aprì un occhio.

— Chi cerca l’Inverso deve camminare dove la strada non va.

— Perfetto — sospirò Alaric. — Uno di quelli.

— Quando il pesce vola e il corvo nuota, la montagna si piega.

— Certo.

— Il ponte non è un ponte.

— Naturalmente.

— E quando vedrete la pietra senza ombra…

— Sì?

— Girate.

— Dove?

— Esattamente.

Mirella annuì.

— Mi sembra tutto molto chiaro.

— Davvero?

— No. Ma mi piace il suo stile.

Il goblin indicò una direzione su una mappa zuppa di zuppa che tirò fuori da una tasca.

— Andate di là.

— Grazie.

— Oppure no.

— Molto utile.

— Prego.

Poco dopo aver lasciato la taverna, la carrozza si fermò.

Una dozzina di creature alte meno di un metro erano apparse in mezzo alla strada.

Avevano cappelli storti, sorrisi inquietanti e l’aria di chi trae divertimento dalle disgrazie altrui.

— Folletti — disse Alaric.

— Sembrano simpatici.

— No.

Il capo saltò davanti ai cavalli.

— Dove andate?

— Alle Grotte dell’Inverso.

I folletti scoppiarono a ridere.

— Facile!

— Facilissimo!

— Sempre dritto!

— Sempre a destra!

— Sempre a sinistra!

— Attraversate il ponte!

— Non attraversate il ponte!

— Seguite il fiume!

— Evitate il fiume!

Alla fine il capo indicò una stradina stretta che si inoltrava nel bosco.

— Di là!

— Sicuro? — chiese Mirella.

— Certissimo!

— Garantito!

— Nessuno si è mai perso!

Alaric girò immediatamente dalla parte opposta.

I folletti esplosero in un coro di proteste.

— State sbagliando!

— Quella è la strada giusta!

— Andate verso la sicurezza!

— Idioti!

Mirella si voltò.

— Perché non li ascolti?

— Perché sono folletti.

— Non basta come spiegazione.

— Una volta uno di loro mi convinse che una capra fosse un magistrato.

— E non lo era?

— Ma per favore.

— Giusta osservazione.

Un’ora dopo trovarono un cavaliere seduto sul ciglio della strada. L’armatura era arrugginita. La barba gli arrivava alla cintura. Sembrava disperato.

— Avete bisogno di aiuto? — chiese Mirella.

— Sto cercando il villaggio di Saint-Roch.

— È lontano?

— Era dietro quella collina.

— Era?

— Ho chiesto indicazioni ai folletti tre anni fa.

Mirella rimase in silenzio.

Poi guardò Alaric.

— D’accordo.

— Ve l’avevo detto.

— Sono una calamità pubblica.

— Finalmente avete capito.

Ripresero il viaggio.

L’alba iniziava a colorare l’orizzonte.

Mirella si appoggiò al finestrino.

— Sai una cosa?

— Cosa?

— Mi sto divertendo.

Alaric osservò la foresta che scorreva oltre il vetro.

Poi guardò lei.

Aveva foglie nei capelli.

Fango sulla giacca.

E probabilmente aveva rubato un cucchiaio alla taverna.

— Anch’io — ammise.

Mirella spalancò gli occhi.

— Aspetta.

— No.

— Hai appena confessato un’emozione.

— Assolutamente no.

— Sì invece.

— Dormite.

— Hai confessato un’emozione.

— Dormite.

Mirella sorrise e chiuse gli occhi.

Alaric scosse la testa.

In lontananza, oltre le montagne, si intravedevano le prime sagome delle Grotte dell’Inverso.

E aveva il sospetto che trovare Obiit De Profundis sarebbe stato molto più semplice che capire cosa stesse succedendo tra lui e quella dannata zombie.

5 risposte a “FINCHÉ MORTE NON CI SEPARI”

  1. A proposito di zombie, ti consiglio caldamente “Brigitte” di Stefano Fantelli.

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    1. Sono andata a guardarmi la panoramica del libro, lo leggerò. Grazie per l’info.

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      1. Grazie a te per la risposta! 🙂

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  2. La frase finale mi ha fatto sorridere.

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    1. Ti faccio uno spoiler: Finché morte non ci separi, diventerà un romanzo. Molto diverso da questo racconto a episodi, ma il nocciolo della storia tra un vampiro e una zombie, resterà tale. Ci vorrà qualche mese.

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